Esistenzialismo: definizione e significato

Esistenzialismo: definizione e significato

L'esistenzialismo è una corrente filosofica che si sviluppa tra le due guerre

Tra la prima e la seconda guerra mondiale. Corrente filosofica che avrà una ripresa significativa anche nell’immediato secondo dopo guerra, fino agli inizi degli anni 50, in quegli anni raggiunge la maggior importanza. Interseca alcune riflessioni che da una parte vanno a riprendere alcuni elementi della riflessione filosofica, di Kierkegaard ad es, dall’altra parte questa corrente attinge anche da riflessioni provenienti da ambienti letterali (Kafka e Dolstojesky) e artistici.
Heidegger, Sartre (non solo è stato un grande filosofo esponente dell’esistenzialismo, ma anche romanziere, scrittore di opere teatrali. Nobel per la letteratura francese), Camus (importantissimo romanziere es: la peste, lo straniero, l’uomo in rivolta, il mito di Sisifo).
Non è strettamente legato soltanto alla ricognizione speculativa filosofica, ma per i contenuti va ben oltre. Vive un periodo di crisi, quella del primo dopoguerra, momento in cui i grandi riconoscimenti con cui l’occidente ha costruito se stesso cadono. L’Europa si avvita introno all’esperienza dei regimi totalitari che stanno attraversando gran parte dei paesi europei. Esperienze laceranti. L’esistenzialismo è la filosofia che più di ogni altro ha teorizzato questa fase della storia della civiltà occidentale.

L'esistenzialismo: tematiche fondamentali

SIGNIFICATO DI ESISTENZIALISMO
I testi fondamentali sono: “Essere e tempo” di Heidegger (1927), “Essere e il nulla” di Sartre (1943) - Esistenzialismo l’oggetto specifico della riflessione filosofica è l’esistenza, non il modo di essere i tutti gli esseri viventi, ma degli uomini, solo l’uomo esiste. Condizione ontologica dell’essere umano, che ha una peculiarità, un modo di essere, un’esistenza (= stare fuori) specifico solo dell’uomo. Esistenza= essere oltre, l’uomo è sempre oltre ciò che è realmente. Questo essere sempre oltre, in relazione con qualcos’altro, viene declinato in modo diverso dai singoli filosofi (evento ontologico, esistenzialismo religioso per es: Gabrièl Marsèl). L’esistenza è caratterizzata dalla scelta. Non è qualcosa di statico, definitivo, stabilito a priori, ma qualcosa in cui l’uomo decide di se, ne va della sua stessa esistenza. Il tema della scelta, della possibilità, del progetto. L’essere aperti è un rischio non c’è nulla di necessario. Questa scelta è caratterizzata dalla singolarità, individualità, è il singolo che decide.
Questa esistenza può giocarsi secondo due livelli:
1) esistenza autentica: di chi vive fino in fondo la propria individualità, singolarità, la propria libertà con pochi elementi ottimistici perché la libertà è sempre un rischio (Sartre: condanna alla libertà);
2) esistenza inautentica: esistenza anonima, di chi non si fa carico pienamente di se stesso, di chi non accetta il rischio della propria singolarità.

Questi filosofi mettono in luce le situazioni limite della nostra esistenza, concetto di Jasper esponente tedesco di questa filosofia. Esperienze che l’uomo è portato a vivere come la nascita, la morte, la sofferenza, la solitudine, la speranza, condizioni in cui l’uomo si ritrova e in grado di mostrare la possibilità di un esistenza autentica o inautentica (riferimenti alla filosofia di Kierkegaard). Non solo la speculazione filosofica, ma anche la letteratura ha dato voce a queste tematiche.

 

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