Quella a sinistra è Isabella Brandt, prima moglie di Rubens, ritratta dal marito. Anche quella a destra è Isabella Brandt, stavolta dipinta da Antoon Van Dyck, allievo di Rubens
Le due opere risalgono a un periodo tra il 1620 e il 1625, quando Brandt ha circa trent'anni; eppure le donne raffigurate non sembrano la stessa persona. Siamo al cospetto di due artisti grandissimi, ma con sensibilità pittoriche distinte; con età diverse (Van Dyck ha poco più di vent'anni, Rubens più di quaranta); e soprattutto ciascuno con una specifica relazione con la modella: per uno è la moglie, per l'altro è la moglie del capo. Ciò emerge anche dal modo in cui dipingono.
Rubens lavora di pennellate veloci, tirando fuori dal soggetto un guizzo sardonico. Si osservi la curva tortuosa delle sopracciglia: è in quel tremolio che si rivela la confidenza che c'è tra lui e la moglie, specie per le convenzioni del XVII secolo. Van Dyck è ossequioso, la pittura è composta e tenuta, le sopracciglia più lineari. Entrambe sono Isabella Brandt, ma con una sfumatura differente.