Distesa sull'erba, con la bocca socchiusa, e il seno bianco visibile sotto la camicia, Clorinda è meravigliosa, desiderabile, sensuale. Ma sta morendo, il sangue le macchia la camicia, e Tancredi non potrà più raggiungerla né possederla. Tutto ciò che può fare è tentare di salvarle l'anima. Crudelmente, come segno del suo destino di epigono, eterno figlio, questo quadro in cui Domenico mise il meglio di se stesso è stato per secoli attribuito a Jacomo. Per secoli, tutta la sua opera è stata confusa con quella del padre - da cui deriva ma cui pure non assomiglia.









