Dopo gli anni di instabilità economica e le angosce della guerra, gli americani erano pronti a ridere con Rockwell delle proprie manie e ossessioni, rallegrandosi insieme a lui della ritrovata prosperità. La vita domestica acquistava un significato più profondo, ora che le famiglie erano di nuovo riunite. Il paese era in fermento: i nuovi edifici, le ricostruzioni, i viaggi e lo shopping creavano uno stile di vita agiato nelle città e nelle periferie, che spuntavano come funghi intorno alle metropoli. Il sospiro di sollievo dell'America riecheggiava nelle copertine di Rockwell a cavallo degli anni Quaranta e Cinquanta.
Molte di queste sono volutamente aneddotiche, piene di elementi che aggiungono autenticità alle storie, ma che lasciano altresì intendere come il significato della vita nel dopoguerra fosse inestricabilmente legato alle macchine da caffè in pirex, ai tostapane cromati e alle tende perfettamente stirate.
Dewey Vs Truman ne è un esempio perfetto. A prima vista, il soggetto sono le imminenti elezioni presidenziali che contrappongono il candidato repubblicano, Thomas E. Dewey (sul giornale di lui) al presidente uscente, il democratico Harry Truman (sul giornale di lei). Questa, però, è più di una sfida tra partiti o sessi, giacché l'intera casa è in subbuglio: il bambino piange, il cane e il gatto si fanno piccoli per la paura. La cucina è un esempio perfetto dell'arredamento alla moda pubblicizzato nelle riviste.






