La scelta del tema dantesco si innestava in quel fortunato filone che, dopo aver raggiunto il suo culmine in Francia con le illustrazioni di Gustave Dorè, era proseguito con successo in ambito accademico in una produzione di opere dalla composizione sapiente e dalla condotta pittorica precisa e levigata.
Solidamente inserito in questo in questa tradizione Maignan celebra la perfetta armonia della natura, la purezza incontaminata di un paradiso terrestre che ha i caratteri della realtà ma l'atmosfera di un mondo magico. Abbandonata l'immagine della foresta "spessa e viva", Maignan si allontana dalle terzine dantesche affidandosi alla sua libertà immaginativa e interpretativa, un aspetto che aveva in larga parte contribuito al successo del dipinto fin dalla sua prima apparizione.
La protagonista indiscussa è Matelda, questa creazione incantevole, ecco la pura bellezza che appare in mezzo a un aureola di fiori e uno splendore di petali bianchi e rosa, come l'autore della Divina Commedia la descrive nella sua estasi. E' un'opera notevole da cui si sprigionano i profumi di primavera e poesia, immersa in una luce soffusa e che contribuirà alla reputazione di Maignan









