All'amore per Beatrice, Dante dedica tutta la sua opera, descrivendo un sentimento che, per purezza e intensità, supera i limiti dello spazio e del tempo trasfigurando la dimensione terrena ed elevandosi al Divino, tanto che sarà Beatrice, trasfigurata in un simbolo di Teologia, Grazia a Verità, a condurlo alla fine del suo viaggio nella commedia.
L'artista attinge ad un episodio narrato da Dante nel capitolo 10 della Vita Nuova, quando Beatrice, Monna Vanna, ovvero la Giovanna 'Primavera' amata da Guido Cavalcanti, e la sua serva sono intente a camminare lungo il ponte di Santa Trinita a Firenze.
Dante le osserva in attesa del saluto della sua amata ma lei, adirata con il poeta per aver finto interesse per un'altra donna, incede solennemente senza degnarlo del suo sguardo, mentre Vanna si sporge nella sua direzione, intenta a coglierne il turbamento. Immobile sullo sfondo di una Firenze duecentesca, Dante sembra a stento rimanere in piedi, poggiandosi al parapetto del Ponte nell'atto di portarsi una mano sul cuore come per controllarne l'emozione.
Come ricorda nelle sue memorie, l'artista usa dei modelli per le fattezze dei protagonisti:
- Eleanor Butcher per Beatrice
- Milly Hughes, figlia di un'amica, per Monna Vanna
- Kitty Lushington, la figlia maggiore del giudice Vernon, per la serva vestita di blu
- un artista e amico italiano per ritrarre Dante
Studiando sulle fonti medievali e antiche della biblioteca nazionale e La storia del Ponte Vecchio di Nanni, Holiday ricostruisce fedelmente le ambientazioni, come il pavimento di mattoni a spina di pesce, per il quale si reca a Siena e l'aspetto di Ponte Vecchio, che dipinge coperto da impalcature in via di ricostruzione, dopo essere stato distrutto da un alluvione nel 1235.








