Gerione risponde al suo richiamo guizzando fuori dall'oscurità. la sua immagine ibrida, che unisce sembianze umane e animali, è la rappresentazione visiva dell'inganno e della frode: il suo volto umano dissimula le fattezze bestiali. Virgilio invita Dante a salire sull'animalesca figura, il cui nome verrà rivelato solo al verso 97, così che possa condurli in volo nel cerchio sottostante.
Bompiani tratta il tema in maniera accademica e neoPompeiana, tingendo alla sensibilità purista per i rimandi classicheggianti del volto di Virgilio, coronato d'alloro e avvolto in un pannello bianco nell'atto di sorreggere Dante, spaventato dalla discesa, che paragonerà alla caduta di Icaro e di Fetonte.







