Dalla mezzana - Jan Vermeer nel filone della "bordeeltje"

dalla mezzana - Jan Vermeer nel filone della "bordeeltje"

Con questa tela datata 1656 Vermeer è passato alla pittura di genere. L'opera si colloca nel filone delle bordeeltje, la rappresentazione di scene di prostituzione, considerevolmente apprezzata come sottocategoria della pittura di genere olandese

#JanVermeer

Il grande interesse suscitato dal tema scaturiva dal desiderio di compensare una moralità quotidiana sempre più castigata. Nei tratti essenziali le bordeeltje ci ricordano le rappresentazioni dell'episodio del figliol prodigo, che sperpera i suoi soldi nelle osterie in compagnia di prostitute. Il tema della prostituzione esercitava una forte attrattiva, quindi non costituisce una sorpresa che sia rapidamente diventato un soggetto a pieno diritto.

Da un punto di vista urbanistico era facilmente associabile a un monito didattico: il genere si prestava infatti a dimostrare com'era facile farsi spennare nelle case di tolleranza. Avvertimenti nei confronti di truffatori, imbroglioni e ladri si incontrano nella letteratura buffonesca. Opere avvisano il lettore che lo stato di ebbrezza riduce la vigilanza e che la carriera di bevitore è destinata a concludersi nella miseria. I quadri di genere trasmettevano valori allo scopo di influenzare il comportamento. Il tema è il dominio della sensualità, la necessità di restare vigili e mantenere i piedi per terra. Anche nell'opera di Vermeer il tema dell'alcol, o più esattamente del consumo di vino, rivestono importanza capitale.

A destra, sul tavolo coperto da un tappeto, è poggiata una caraffa. La giovane donna con la giacca giallo-limone regge un bicchiere di vino nella mano sinistra, il bevitore raffigurato sul bordo sinistro della tela, che indossa un abito borgognone, regge un liuto. Il vero soggetto è tuttavia il commercio dell'amore. la ragazza, con le guance arrossate dal vino, apre la mano per prendere la moneta che le tende, come ricompensa per i suoi servizi, il cavaliere con il cappello piumato. Esaminando più attentamente l'opera per determinare in che misura si tratti di una scena di prostituzione in senso stretto, si nota, a sinistra, un lavoro a tombolo appena visibile abbandonato sulla tovaglia. Siamo in un interno domestico nel quale sia appronta una relazione amorosa extraconiugale con l'intervento della mezzana vestita di nero, una vecchia della zona che sorveglia attenta la buona riuscita delle sue trame

osservando l'opera si può notare come la composizione sia molto simile ad un quadro di Caravaggio. Le figure si collocano in uno spazio preciso ed omogeneo. Il personaggio a sinistra che tiene in mano un bicchiere, sembra troppo grande. In che rapporto è con la ragazza? Sono compressi l'uno con l'altro e questi elementi segnalano l'uso di un dispositivo ottico.

Metà del dipinto è occupato dall'immagine di un kilim turco; gli olandesi spesso, infilavano nei loro dipinti tappeti e tovaglie. Una camera ottica era in grado di cogliere ed enfatizzare il modo in cui le pieghe alterano la struttura di questi effetti. Lo stesso dicasi per i dettagli del colletto dell'uomo che ride.

  • la giovane non è seduta al tavolo
  • il tappetto e la tovaglia sembrano appesi ad un bastone
  • la brocca bianca e blu sembra galleggiare
stiamo osservando il collage di singole e distinte proiezioni. Alle spalle dei personaggi lo spazio è poco profondo e indistinto nello stile di Caravaggio. Qualunque fosse il metodo che usava Vermeer, questi era certamente un artista affascinato ai dispositivi ottici. I suoi dipinti tradiscono la passione per la finezza dei dettagli e delle superfici che una lente gli consentiva di cogliere. Apprezzava anche le bizzarre trasformazioni, le anomalie e le distorsioni che essa produceva

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