Fino a poco tempo fa, le ricerche archeologiche suggerivano che la lavorazione del ferro fosse iniziata nell'Anatolia centrale, Turchia, tra il 2000 e il 1300 a.C. Gli Ittiti, un antico popolo anatolico, sembravano avere il merito di aver esplorato la nuova tecnologia di fusione, il riscaldamento del minerale per estrarre il metallo. Si riteneva che avessero iniziato a forgiare oggetti in ferro fin dal XVIII secolo a.C. e che questi - tra cui spade, asce da guerra, punte di lancia e di freccia - avessero procurato loro un grande vantaggio militare sui vicini. Dopo il collasso del loro impero, le conoscenze degli Ittiti si sparsero attraverso il Medio Oriente, di qui in Grecia e nel Mar Egeo, raggiungendo alla fine l'Europa centrale e occidentale. Le ricerche archeologiche più recenti hanno cambiato questa visione. Ora si sa che fabbri indiani potrebbero avere scoperto la forgiatura del ferro più o meno allo stesso tempo degli Ittiti, o anche prima.
Nell'Uttar Pradesh, India settentrionale, e nel Malabar, nel sud, gli scavi dei siti di sepoltura megalitici hanno portato alla luce oggetti di ferro databili dal 2012 al 1882 a.C. Altri scavi nella valle del Gange hanno rivelato manufatti databili allo stesso periodo in cui gli Ittiti hanno prodotto i loro primi oggetti di ferro, mentre le daghe di ferro rinvenute nel sito di Hyderabad, India del sud, si ritengono databili tra il 2400 e il 2000 a.C. In Europa, la lavorazione del ferro iniziò con i Greci, forse già dal 1050 a.C. Poche centinaia di anni dopo, i Celti (nome collettivo per una varietà di tribù europee) divennero maestri dell'artigianato.
La più antica prova archeologica dell'abilità di queste genti nel forgiare il ferro e altri metalli viene da Hallstatt, nei pressi di Salisburgo, Austria. Qui gli scavi delle tombe, iniziati a metà XIX secolo, hanno rivelato un ricco tesoro, tra cui spade di ferro databili attorno al 700 a.C. Resta incerto perché questa cultura sia decaduta.
La cultura di Hallstatt fu sostituita da quella di La Tène, apparsa a metà del V secolo a.C. Gli scavi, oltre ad altri oggetti in metallo, hanno portato alla luce oltre 2.500 spade di ferro con foderi decorati. La cultura di La Tène fiorì artisticamente; man mano che le tribù celtiche si espandevano fuori dalla loro patria originaria, la sua influenza si diffuse attraverso gran parte dell'Europa occidentale.
In Africa, la conoscenza della fusione del ferro si sviluppò probabilmente nello stesso periodo in cui si diffuse in Europa occidentale. Alcuni storici hanno ritenuto che siano stati i Fenici a portare le loro conoscenze nelle colonie nordafricane, in particolare Cartagine. Oggi però la maggior parte dei punti di vista ritiene che si sia trattato di uno sviluppo locale. Quale sia la verità, non ci sono dubbi che la produzione del ferro in Africa sia stata assai varia, con molte tecnologie locali che si sono sviluppate nei secoli.
Ci sono prove della produzione di ferro in Etiopia, nella regione dei Grandi Laghi, in Tanzania, Ghana, Mali e Nigeria centrale attorno al fiume Niger e Benue, dove emerse la cultura Nok. Sotto alcuni aspetti, i fabbri africani erano più progrediti di quelli europei. Nell'Africa orientale, per esempio, si produceva l'acciaio fin dal 500 a.C.
DAL BRONZO AL FERROOvunque e comunque sia accaduta la transizione dall'Età del Bronzo a quella del Ferro, essa portò significativi mutamenti alla vita quotidiana: dal modo con cui le genti antiche coltivavano i campi a come combattevano le guerre. Tuttavia, alcune civiltà non arrivarono all'Età del Ferro. In America centrale e in Sud America, per esempio, vari popoli, tra cui gli Inca - che pure erano abili fabbri per ciò che riguardava oro, argento, rame e bronzo - non giunsero mai alla transizione verso il ferro.







