In questo modo si stringeva un legame anche tra città e il paese, la sua aristocrazia e i suoi governanti, che, pur imposti da lontane potenze (gli Asburgo d'Austria e di Spagna), aspiravano a costituire uno stato a sé, centralissimo nelle sorti europee e pilota nel contribuire alla pace. Nascono così immagini come La caccia degli Arciduchi con al centro la residenza estiva di Mariemont riedificata, o il Banchetto musicale del Prado dove la coppia arciducale col suo nutrito seguito condivide la letizia del banchetto sotto le vecchie querce, il buon cibo offerto, la musica e la pace del paesaggio che si apre sul fondo.
Anche nel dipinto qui esposto i personaggi sono con ogni probabilità membri della nobiltà. La dama in primo piano porta una mezza maschera, secondo un uso frequente presso quel ceto sociale per mantenere discrezione nei colloqui con gentiluomini; del resto, la donna in abito nero che le regge l'elegante cappello e le fa da chaperon ne garantisce la correttezza. Sul fondo, un gentiluomo rende omaggio ad un gruppo di signore capeggiato da una dama velata di nero, anch'ella forse custode della trasparenza dell'evento. Peraltro il giorno sereno e il cielo pulito, i riflessi sull'acqua e i personaggi semplici della campagna formano una cornice idilliaca.








