Da Gutenberg al libro elettronico. Modi e strumenti della comunicazione: saggio breve

Da Gutenberg al libro elettronico. Modi e strumenti della comunicazione: saggio breve

Breve trattazione delle innovazioni tecnologiche nel campo della comunicazione da Gutenberg ad oggi

saggio critico da inserirsi in un’apposita sezione di un quotidiano o di una rivista;
prefazione di un libro che tratti del medesimo argomento.
Il primo vero salto tecnologico nella storia dell’uomo in fatto di comunicazione è certamente stato l’invenzione della stampa. Fu infatti proprio negli anni tra il 1452 e il 1455 che potenzialmente la conoscenza iniziò a poter essere trasmessa a tutti attraverso la carta e i libri stampati, sebbene ancora oggi non tutti gli esseri umani siano raggiunti da questo mezzo culturale. Ad ogni modo quelle duecento persone che poterono acquistare le prime copie della Bibbia stampate da Gutenberg segnarono certamente l’inizio di una nuova epoca, un’epoca nella quale pian piano la conoscenza si sarebbe potuta diffondere sempre di più casa in casa.
In tal senso è indubbio che il quotidiano rappresenti il culmine della riproduzione a stampa. Con esso infatti chiunque può ricevere giorno per giorno informazioni e notizie che riguardano, se non l’immediato, certamente il recente. L’efficacia di questo mezzo di comunicazione e di cultura è confermata dal fatto che ancora oggi, a più di duecento anni dalla sua nascita, esso rimane dopo la televisione il principale canale di informazione. Un secondo passo molto importante sono le invenzioni del telegrafo e del telefono: l’importanza di questi due mezzi di comunicazione sta nel fatto che con essi (con il telefono soprattutto) la distanza tra coloro che comunicano è virtualmente annullata e la comunicazione avviene in tempo reale. Il problema della telefonia che si presenta ai giorni nostri (e che riguarda un po’ tutto ciò che è tele, ossia un ponte tra due elementi distanti tra loro) è quello di un uso oltre misura che la popolazione ne fa, soprattutto attraverso i telefoni cellulari.
Con la televisione invece l’uomo diviene totalmente passivo e questa sua passività nell’ascoltare voci e nell’osservare immagini appositamente selezionate lo porta spesso a perdere quella capacità critica che non senza fatica era riuscito a conquistare nel corso della sua storia. Spesso dunque questo mezzo di comunicazione di massa tende ad inibire le facoltà mentali proprie dell’uomo, non per una sua intrinseca natura malvagia, ma probabilmente a causa di una cattiva gestione (o di una gestione fin troppo bene pianificata che mira al controllo del pensiero delle masse). Con Internet l’informazione e la comunicazione riprendono forse un po’ di oggettività e di attendibilità in quanto voci e pareri autorevoli sono direttamente accessibili e le informazioni reperibili sono davvero molte. Ma di pari passo peggiora il degenero già precedentemente creato dalla televisione ad esempio per quanto concerne la sessualità, i costumi, l’immoralità, le truffe e i raggiri telematici.

 

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