Come siamo arrivati ad assaltare Capitol Hill?

come siamo arrivati ad assaltare Capitol Hill?

Non ci sarà mai democrazia in una nazione dove risiede l'ignoranza

Qualche settimana fa, in tv in un programma di politica, sentì un ospite dire che non ci può essere democrazia in una paese dove vige l'ignoranza.

Questa frase mi ha molto colpito anche perchè da tempo pensavo che il popolo in Italia si stava imbarbarendo. Queste parole erano l'espressione migliore del concetto che avevo in testa ma non riuscivo ad esprimere in maniera cosi netta e chiara.

Ieri, migliaia di sostenitori di Trump si sono dati appuntamento davanti la sede del Parlamento americano e l'hanno invasa.

Scene di guerriglia sono state inevitabili, ho seguito in parte la diretta. Immagini tristi e due sono le scene che mi hanno turbato.

  • un video che riprendeva una sostenitrice di Trump che era entrata per protestare ed era stata ferita. Colpita probabilmente da un poliziotto, tutto da accertare, era accasciata con il collo pieno di sangue e da li a poche ore morirà.

  • un poliziotto che fa la guardia alle scale che conducono alle camere, che cerca di sbarrare la strada ad una folla di persone che vuole entrare. Lui non sa come fermarle. E' da solo, è disarmato, indietreggia salendo le scale. Lui si ferma e la folla si ferma, lui si volta salendo qualche gradino e gli altri lo seguono. Surreale. Surreale

Ma il pensiero che non mi fa dormire è come sia possibile fare credere a metà della popolazione americana che queste elezioni siano figli di brogli. Nessuna prova a sostegno della tesi, nessun motivo per credere che ci siano stati, nessun segnale che dimostri l'intenzione di manomissioni. Eppure, eppure basta la parola di un uomo, ripetuta continuamente, incessantemente, ripetutamente per far credere a quelle persone che la verità sta nelle sue parole. Le parole a cui mi riferisco sono del presidente in carica Donald Trump.

Ed ecco tornare alla affermazione iniziale che mi turba cioè quella del popolo ignorante. Sento spesso una frase sulla bocca di molte persone nel vivere quotidiano. "La gente non sta bene" chi lo dice è testimone di qualche stranezza e chi gli è affianco spesso gli da ragione. Ma se io dicessi a te "tu non stai bene" saresti disposto ad accettare questa affermazione? Secondo me no. Io non l'accetterei se rivolta a me.

Questo è un problema. Saper riconoscere sempre le pecche degli altri ma mai le nostre. Come siamo arrivati a questo punto? Non ne ho la minima idea. Da più di un anno a questa parte, seguo la politica spesso e con costanza, seguo i TG di vari canali e di vari schieramenti e forse questo mi fa meno ignorante di quanto lo fossi prima. Variare nella fonte di informazione mi permette di farmi una idea personale di chi dice il vero e chi no. So che i telegiornali dovrebbero dire sempre la verità ma è mia convinzione che per giochi di potere purtroppo non sempre è cosi.

Poi ci sono i social, incredibilmente diventati il vero dramma della nostra era. I commenti sono la vera piaga a mio modo di vedere. La gente va solo per  commentare quanto adora una determinato personaggio oppure per scaricare odio verso chi proprio non può vedere. La politica da tempo è diventata tempo di battaglia tra fans. Non siamo più sostenitori di idee o programmi politici, siamo accaniti sostenitori dei politici che ci piacciono.

Quando sentiamo un affermazione sbagliata di un politico o assolutamente da condannare, la nostra prima reazione non è prendere le distanze da quella affermazione ma è capire chi ha detto quelle parole. Se è una persona per cui tifiamo non gli diamo particolarmente peso, altrimenti scarichiamo contro il nostro avversario, tutto il peggio che abbiamo dentro. Questo è un problema serio e se qualcuno ci fa notare la contraddizione non siamo disposti ad ammettere le nostre debolezze ma piuttosto ripiegare nel classico "si però voi .." .

Ed è qui che entra in gioco il potere mediatico di Trump e altri politici di altre nazioni, Italia compresa. Ha capito che quel livello di ignoranza poteva essere manipolata a suo uso e costume e quello di ieri e solo un capitolo, non credo l'ultimo, che dimostra ciò. Adesso suonano profetiche quelle parole dette da lui stesso qualche anno fa. Più o meno diceva: posso andare per strada a sparare e non mi succederebbe comunque niente.

Quella sua politica di farla franca ad ogni costo. Un Presidente che ha pensato solo a dividere lo Stato, chi è con lui e chi contro di lui. Ha fatto il lavaggio del cervello a molte persone, milioni di persone e per questo ne è in parte colpevole.

Non ha mai accettato la vittoria del suo avversario e ancora ieri dopo l'assalto sentirlo ribadire che le elezioni sono figli di brogli, quindi implicitamente sostenere quel tipo di assalto, mi ha fatto molta rabbia. D'altro canto mi sono messo nei suoi panni e forse mi sarei comportato anche io cosi. Mi spiego, si parla di lui come prossimo ad essere sommerso da inchieste giudiziare a fine mandato. Interpreto questo suo comportamento come colpi di coda furenti di chi non vuole andare in prigione e cerca ogni mezzo per evitarlo.

A questo proposito il giuramento del 20 gennaio del presidente eletto Biden potrebbe essere una altra fonte di tensione.

Volevo citare un altra frase che oggi ho sentito da una giornalista in televisione. Diceva:

Dobbiamo prendere atto che c'è uno zoccolo duro di elettori di Trump che sono impermeabili al dialogo, alla verità e ai numeri e sono convinti che Biden sia stato illegittimamente eletto