Clemente VII e Caterina de’ Medici: La Pedina Fiorentina che Siglò un Destino

Clemente VII e Caterina de’ Medici: La Pedina Fiorentina che Siglò un Destino

L'11 ottobre 1533, Marsiglia si risveglia al brontolio sordo dei colpi di cannone che echeggiano per tutta la baia. I primi partono dal castello d'If, sinistro luogo che sarà reso celebre da Alexandre Dumas nel Conte di Montecristo. Poi, quando le bocche della fortezza situata sull'isoletta omonima tacciono, sono quelle cittadine a dar loro il cambio

Non si tratta di un allarme né di una difesa contro eventuali assalitori. I colpi sono a salve e devono enfatizzare quella che viene considerata una vittoria politica e un'occasione di festa.

A rassicurare gli animi arriva il rintocco gaio delle campane, che chiamano la gente a raccolta. Molti corrono verso il porto, dove va radunandosi una folta compagnia intenta a scrutare l'orizzonte.

In lontananza, sul mare appena increspato da un accenno di vento, si staglia una flotta imponente e colorata. Diciotto galere in gran corteo, bardate di porpora e oro, addobbate con stoffe e decori, guarnite da figure mitologiche in legno, avanzano sospinte da centinaia di rematori elegantemente vestiti. Intorno, un'infinità di imbarcazioni più piccole punteggiano le acque limpide.

Mentre risuonano musiche e grida di benvenuto, gli occhi dei presenti sono puntati sui primi due galeoni, che inalberano i nomi altisonanti di «Duchessa» e «Capitanessa». In effetti, ospitano il più straordinario parterre che si possa immaginare: cardinali in rosso, vescovi in viola, prelati dalle vesti scure. Sul «Duchessa» ha trovato posto addirittura il Santissimo Sacramento.

Sopra tutto e tutti, però, spicca l'abito candido del successore di Pietro. E cioè Clemente VII, al secolo Giulio de' Medici, figlio naturale di quel Giuliano assassinato nella cattedrale di Firenze durante la congiura de' Pazzi del 1478. Eletto il 26 novembre 1523, è cugino e sostanzialmente successore di Giovanni, secondogenito del Magnifico Lorenzo, asceso al soglio nel 1513 col nome di Leone X e scomparso nel 1521. Il pontificato di Adriano VI di Utrecht, infatti, è durato solo due anni.

 Tortuoso, doppio e irrisoluto, Clemente è arrivato alla dignità papale senza dimostrarsi quasi mai all'altezza dei suoi grandi avi. Per anni ha tentato di barcamenarsi tra la Francia di Francesco I di Valois e l'impero di Carlo V d'Asburgo, ma il doppio gioco lo ha condotto al disastro. Tuttavia per non rimanere stritolati occorrono tempismo, forza e abilità da funamboli, oltre che notevole cinismo. Pur se dissimulatore e cinico, il pontefice non ha la capacità di visione né la sottigliezza necessaria a condurre a lungo una partita simile, a maggior ragione con avversari così pericolosi.

La tragedia del Sacco di Roma, perpetrato nel maggio 1527 dai lanzichenecchi luterani al servizio del cattolicissimo imperatore, è stata la dimostrazione di quanto inadeguata fosse la sua politica «dei due forni». L'accaduto, che ha inferto un terribile colpo alla già scarsa credibilità dei Signori nostrani e alle speranze del mondo cattolico, segna, secondo vari studiosi, la fine del Rinascimento italiano e di un'epoca che non tornerà più.

Con notevole nonchalance, Clemente si è riavvicinato alla Francia, che ha appena sottoscritto un'effimera pace con Carlo V. Sotto alcuni profili, i suoi obiettivi assomigliano a quelli di Francesco I, dato che entrambi sperano di ridimensionare l'avversario e prendersi una rivincita.

In casi del genere, il modo migliore per cementare un accordo rimane un matrimonio. Ai papi dell'epoca non sono mai mancati figli e figlie illegittimi, nonché nipoti e affini da piazzare nelle casate più importanti.

Maybe you might be interested

Caterina de’ Medici e la lunga attesa di un erede: scienza, superstizione e potere
Caterina de’ Medici e la lunga attesa di un erede: scienza, superstizione e potere

Per quanto garbata, obbediente, accattivante; per quanto benvoluta dal re e da alcuni membri della corte, Caterina sa che il suo destino è appeso a un filo, fintantoché non dà un erede alla Corona. Se...

 È questa la ragione per cui il Santo Padre si è preso il disturbo di fare un viaggio nel quale ha condotto non solo la curia, ma anche una fanciulla che rappresenta la «chiave di volta» della sua strategia. Orfana di entrambi i genitori, si chiama Caterina, ha quattordici anni ed è l'unica Medici legittima rimasta della linea diretta: per comodità viene definita nipote del pontefice, mentre è una cugina alla lontana. In sostanza, la pedina di cui intende servirsi per attirare i Valois.

La ragazza, infatti, sta per impalmare il secondogenito del sovrano, Henri, ovvero Enrico duca di Orléans, suo coetaneo. Un ottimo colpo per il clan fiorentino; meno per i francesi, che vedono in quelle nozze una scandalosa mésalliance. Eppure è stato il re in persona a imporle, considerandole un successo diplomatico ed economico, prologo di future conquiste in quella penisola che vagheggia da sempre.

Si tratta di una questione di interesse e opportunità, denaro e potere, terre e patrimoni, in cui ognuno ha degli scopi palesi e altri nascosti, che emergeranno gradualmente. e, come accade in simili faccende, c'è chi riesce a raggiungerli e chi resta abbindolato.

Per una volta, sarà l'ondivago pontefice - il quale da una parte non è abbastanza strutturato da sfuggire alla morsa di Carlo V, dall'altra ha promesso a Francesco cose impossibili - a incassare i dividendi maggiori. Sapendo di essere in malafede, ha chiesto che la nipote sia naturalizzata principessa francese, perché ciò renderà difficile un suo forzoso ritorno in patria.

In virtù di una delle coincidenze di cui si compiace il destino, è la seconda volta in pochi anni che la Francia, il papato e la casata fiorentina stringono alleanza tramite matrimonio. Protagonisti del precedente, voluto sempre da Francesco I (e da Leone X de' Medici), sono stati i genitori di Caterina: Lorenzo il Giovane, figlio di Piero lo Sfortunato ed erede del ramo principale della famiglia Medici, e Madeleine de la Tour d'Auvergne, discendente da san Luigi e imparentata alla casa reale. È proprio a Lorenzo che Machiavelli ha dedicato Il Principe

In accordance with the Terms of Use, responsibility for published content rests solely with the user who created it. Perungiorno.it disclaims any liability for content submitted by users.
Report

Maybe you might be interested

L’ultimo torneo di Enrico II: la profezia di Nostradamus e la morte del re di Francia
L’ultimo torneo di Enrico II: la profezia di Nostradamus e la morte del re di Francia

A spaventare Caterina de' Medici c'è Nostradamus, il quale l'ha messa in guardia dai rischi che avrebbe corso lo sposo in un torneo. Avvalendosi di uno stampatore di Lione, il mago ha pubblicato le su...

Giulia Farnese l’amante del papa Alessandro VI

papa Giulio II piange l’amore gay perduto

Edipo: il principe che non riesce a sfuggire alla predizione

ritratto di Cristina Archinto Trivulzio con il figlio Luigi - Pelagio Palagi

Vannozza Cattanei e le origini della locanda "della vacca" in Campo de’ Fiori

Ecco perchè Federico da Montefeltro signore di Urbino veniva sempre ritratto di profilo