Claudio Claudiano: opere

Claudio Claudiano: opere

Sappiamo che probabilmente nasce nel 370d.C. ad Alessandria d'Egitto e perciò era di lingua greca

Sulla vita di Claudiano abbiamo a disposizione scarse ed incerte informazioni. Sappiamo che probabilmente nasce nel 370d.C. ad Alessandria d'Egitto e perciò era di lingua greca, tuttavia ricevette un'accurata formazione letteraria bilingue che gli consentì di scrivere anche in latino, e d'altronde cominciò a comporre poesie piuttosto precocemente, anche se delle sue prime prove poetiche, tutte in lingua greca, ci sono pervenuti solo pochi frammenti di una "Gigantomachia" e di alcuni epigrammi. L'evento più significativo che ha segnato in maniera decisiva la vita di Claudiano è che nel 395d.C. Claudiano pronunciò il suo primo panegirico di fronte al senato romano per i consoli Probino e Olibrio che riscosse un successo tale da spianare la strada alla sua brillante carriera di poeta e panegirista di corte, infatti poco dopo si recò presso la corte imperiale di Milano dove entrò a far parte del gruppo dei consiglieri del comandante di origine vandala Stilicone a cui l'imperatore Teodosio aveva affidato i suoi figli Onorio e Arcadio, e qui pronunciò tre panegirici per i consolati del giovane principe Onorio e nel frattempo tornò a Roma dove di fronte al senato romano pronunciò un panegirico per il consolato di Stilicone e proprio in tale circostanza pare che il senato gli abbia voluto dedicare una statua bronzea nel foro di Traiano, di cui si è conservato solo il basamento che reca incisa un'iscrizione in cui vengono celebrati i suoi meriti di poeta. Come per Ausonio, anche Claudiano pare che ad un certo punto della sua vita si sia convertito alla religione cristiana, tuttavia alcuni critici seguendo la testimonianza degli autori cristiani Agostino e Orosio ritengono che si sia trattato solo di un'adesione formale alla religione cristiana. Dopo il 404d.C. non abbiamo più notizie su di lui, per cui non sappiamo se morì in quell'anno e quindi per questo non abbiamo notizie che vanno oltre, oppure se morì negli anni successivi.

Produzione letteraria. La produzione letteraria di Claudiano è piuttosto ampia e al suo interno si possono rintracciare panegirici, poemi epici, poemetti epico-mitologici, invettive, epitalami e componimenti poetici di più breve respiro confluiti nella raccolta Carmina Minora, ma la parte più consistente e significativa è costituita dai panegirici e dai poemi epici che risultano ad essi affini in quanto hanno al proprio interno una componente encomiastica propria dei panegirici che addirittura risulta quasi prevalente rispetto alla componente epica.

Panegirici. Il primo panegirico scritto da Claudiano che aprì la strada alla sua brillante carriera di poeta e panegirista di corte è il PANEGIRICO PRONUNCIATO DI FRONTE AL SENATO ROMANO PER I CONSOLI PROBINO E OLIBRIO, a cui seguirono i TRE PANEGIRICI PRONUNCIATI ALLA CORTE IMPERIALE DI MILANO PER I CONSOLATI DEL GIOVANE PRINCIPE ONORIO e il PANEGIRICO PRONUNCIATO DI FRONTE AL SENATO ROMANO PER IL CONSOLATO DEL GENERALE STILICONE, ma il panegirico che merita un  particolare cenno è la LAUS SERENA, indirizzato a Serena, nipote dell'imperatore Teodosio divenuta poi moglie del generale Stilicone, che viene elogiata poiché possiede le virtù della fides e della pudicitia che la rendono una matrona esemplare, anche se molto probabilmente attraverso lei Claudiano intendeva celebrare anche il marito, il generale Stilicone appunto, e il motivo per cui questo panegirico merita un cenno a parte rispetto agli altri è perché È IL PRIMO ENCOMIO POETICO IN LINGUA LATINA RIVOLTO AD UNA FIGURA FEMMINILE.

Và precisato che tutti i panegirici di Claudiano hanno un intento di propaganda politica, tuttavia ciò non deve indurre erroneamente a pensare che egli abbia sacrificato le proprie idee e convinzioni, al contrario è certo che dietro tale intento propagandistico c'era una sincera adesione da parte sua a quello che era il programma politico voluto dall'imperatore Teodosio e dal suo più fedele collaboratore, il generale Stilicone, e tale adesione certamente affondava le radici nell'illusione propria di Claudiano e condivisa in realtà da tutta la classe degli intellettuali del tempo, che con Teodosio l'impero romano avesse finalmente ritrovato la pace e la prosperità di un tempo.