Cicerone, Tuscolanae Disputationes: Libro 03; 163-173

Cicerone, Tuscolanae Disputationes: Libro 03; 163-173

Latino: dall'autore Cicerone, opera Tuscolanae Disputationes parte Libro 03; 163-173

[163] Diceres aliquid, et magno quidem philosopho dignum, si ea bona esse sentires, quae essent homine dignissima [163] Diresti qualcosa di valore, e certamente degna di un grande filosofo, se sostenessi che i beni siano quelle cose che sono le più degne delluomo
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[164] Pythagoras mihi si diceret aut Socrates aut Plato: Quid iaces aut quid maeres aut cur succumbis cedisque fortunae [164] Se Pitagora o Socrate o Platone mi dicessero: Perché sei abbattuto o perché soffri o perché ti scoraggi o cedi alla fortuna
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Quae pervellere te forsitan potuerit et pungere, non potuit certe vires frangere Essa forse avrà potuto tormentarti o assillarti, certamente non ha potuto spezzare le forze
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[165] Magna vis est in virtutibus; eas excita, si forte dormiunt; iam tibi aderit princeps fortitudo quae te animo tanto esse coget, ut omnia quae possint homini evenire contemnas et pro nihilo putes; aderit temperantia, quae est eadem moderatio, a me quidem paulo ante appellata frugalitas, quae te turpiter et nequiter facere nihil patiatur [165] Cè una grande forza nelle virtù; svegliale, se per caso dormono; la prima che starà vicino a te sarà la fortezza, che ti farà diventare tanto coraggioso, da disprezzare e non considerare minimamente tutte le cose che possono accadere alluomo; poi verrà la temperanza, che è la stessa moderazione, certamente denominata da me poco fa frugalità, che non ti permetterà di compiere nulla di turpe e di indegno
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[166] Quid est autem nequius aut turpius ecfeminato viro [166] Ma esiste qualcosa di più indegno o di più turpe di un uomo effeminato
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Ne iustitia quidem sinet te ista facere, cui minimum esse videtur in hac causa loci, quae tamen ita dicet dupliciter esse te iniustum, cum et alienum adpetas, qui mortalis natus condicionem postules immortalium, et graviter feras te quod utendum acceperis reddidisse Neppure la giustizia, alla quale sembra che in questo contesto tocchi un ruolo irrilevante, ti permetterà di compiere codeste azioni, tuttavia essa dirà che tu sei doppiamente ingiusto, poiché tu nato mortale, pretendi la condizione degli immortali, aspiri a ciò che appartiene ad altri, ed accetti con difficoltà lidea di restituire ciò che hai ricevuto in uso
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[167] Prudentiae vero quid respondebis docenti virtutem sese esse contentam, quo modo ad bene videndum, sic etiam ad beate [167] Invero cosa risponderai alla prudenza che ti insegnerà che la virtù è autosufficiente non solo per vivere bene, ma anche per vivere felicemente
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Quae si extrinsecus religata pendeat et non et oriatur a se et rursus ad se revertatur et omnia sua complexa nihil quaerrat aliunde, non intellego cur aut verbis tam vehementer orananda aut re tantopere expetenda videatur Se essa dipendesse dal legame con qualcosa di esterno e non si originasse da sé e non si compisse da sé, abbracciando tutte le proprie qualità senza cercare nulla altrove, non capisco perché dovrebbe sembrarci giusto esaltarla tanto veementemente a parole o ricercarla tanto con i fatti
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[168] Ad haec bona me si revocas, Epicure, pareo, sequor, utor te ipso duce, obliviscor etiam malorum, ut iubes, eoque facilius, quod ea ne in malis quidem ponenda censeo [168] Se mi inviti a questi beni, Epicuro, io obbedisco, ti seguo, ti prendo come guida, mi dimentico anche dei mali, come vuoi, e ciò sarà più facile, perché credo che essi non debbano essere considerati neppure mali
[169] Sed traducis cogitationes meas ad voluptates [169] Ma tu traduci i miei pensieri in piaceri
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