Cicerone, Tuscolanae Disputationes: Libro 01; 502-526

Cicerone, Tuscolanae Disputationes: Libro 01; 502-526

Latino: dall'autore Cicerone, opera Tuscolanae Disputationes parte Libro 01; 502-526

[502] Qua est sententia in Cresphonte usus Euripides: nam nos decebat coetus celebrantis domum lugere, ubi esset aliquis in lucem editus, humanae vitae varia reputandis mala; at qui labores morte finisset gravis, hunc omni amicos laude et laetitia exsequi [502] Euripide nel Cresfonte esprime lo stesso concetto: infatti sarebbe opportuno che noi, riunendoci numerosi in casa, piangessimo quando qualcuno viene alla luce, pensando ai vari mali della vita umana; ma gli amici dovrebbero seppellire con ogni lode e con gioia, colui che con la morte ha posto fine a gravi travagli
[503] Simile quiddam est in Consolatione Crantoris; Terinaeum quendam Elysium, cum graviter fili mortem maereret, venisse in psychomantium quaerentem quae fuisset tantae calamitatis causa; huic in tabellis tris huius modi versiculos datos: ignaris homines in vita mentibus errant; Euthynous potitur fatorum numine leto [503] Cè qualcosa di simile nella Consolazione di Crantore; egli infatti racconta che un certo Elisio di Terina, essendo profondamente addolorato per la morte del figlio, andò a evocare i morti per cercare di sapere quale fosse il motivo di una disgrazia così tremenda; gli furono dati tre versetti scritti in questo modo su una tavoletta: con la mente ignara gli uomini errano nella vita; Eutinoo possiede la morte per volere del fato
[504] Sic fuit utilius finiri ipsisque tibique [504] Così fu la fine più vantaggiosa per lui e per te
[505] His et talibus auctoribus usi confirmant causam rebus a dis immortalibus iudicatam [505] Con queste e altre simili testimonianze i retori assicurano che è stato pronunciato dagli dèi immortali il giudizio sulla questione con i fatti
[506] Alcidamas quidem, rhetor antiquus in primis nobilis, scripsit etiam laudationem mortis, quae constat ex enumeratione humanorum malorum [506] Alcidamante poi, uno dei più famosi retori antichi, scrisse anche una lode della morte, che consiste in un elenco dei mali degli uomini
[507] Cui rationes eae, quae exquisitus a philosophis colliguntur, defuerunt, ubertas orationis non defuit [507] A lui mancarono quelle argomentazioni che sono collegate dai filosofi con maggiore esattezza, non gli mancò la ricchezza espressiva
[508] Clarae vero mortes pro patria oppetitae non solum gloriosae rhetoribus, sed etiam beatae videri solent [508] Invero le morti eroiche affrontate per la patria non solo sono solite sembrare gloriose ai retori, ma anche felici
[509] Repetunt ab Erechtheo cuius etiam filiae cupide mortem expetiverunt pro vita civium; Codrum [commemorant], qui se in medios immisit hostis veste famulari, ne posset adgnosci si esset ornatu regio, quod oraculum erat datum, si rex interfectus esset, victricis Athenas fore [509] Essi risalgono fino a Eretteo di cui anche le figlie desiderarono ardentemente la morte in cambio della vita dei concittadini; ricordarono Codro, che, affinché non potesse essere riconosciuto, cosa inevitabile se avesse indossato labbigliamento regale, si gettò in mezzo ai nemici vestito da servo, poiché loracolo aveva dichiarato che, se il re fosse stato ucciso, Atene sarebbe stata vincitrice
[510] Menoecenus non praetermittitur, qui item oraculo edito largitus est patriae suum sanguinem [510] Non viene tralasciato Meneceo, che parimenti per il responso di un oracolo versò il suo sangue per la patria
[511] Iphigenia Aulide duci se immolandam iubet, ut hostium eliciatur suo [511] Ifigenia in Aulide vuole essere condotta al patibolo, affinché con il suo, si evochi lo spargimento del sangue nemico

Now I feel...