Cicerone, Pro Murena: 01; 16-20

Cicerone, Pro Murena: 01; 16-20

Latino: dall'autore Cicerone, opera Pro Murena parte 01; 16-20

[16] Tua vero nobilitas, Ser Sulpici, tametsi summa est, tamen hominibus litteratis et historicis est notior, populo vero et suffragatoribus obscurior [16] La tua nobiltà, Servio Sulpicio, anche se è notevole tuttavia è più nota agli uomini colti e agli storici, ma è piuttosto oscura, invero al popolo e ai votanti
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Cicerone, Pro Murena: 01; 01-04 (visits 17)
Pater enim fuit equestri loco, avus nulla inlustri laude celebratus Infatti tuo padre fu di rango equestre, il nonno non fu celebrato da nessuna lode onorevole
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Cicerone, Pro Murena: 01; 11-15 (visits 19)
Itaque non ex sermone hominum recenti sed ex annalium vetustate eruenda memoria est nobilitatis tuae Pertanto la memoria della tua nobiltà deve essere appresa non dal discorso recente degli uomini, ma dallantichità degli annali
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Cicerone, Pro Murena: 01; 26-30 (visits 17)
Qua re ego te semper in nostrum numerum adgregare soleo, quod virtute industriaque perfecisti ut, cum equitis Romani esses filius, summa tamen amplitudine dignus putarere E per questo dunque io sono soliti aggrupparti nella nostra categoria, perché, con la virtù e con lazione, hai fatto in modo da essere considerato degno della massima carica, pur essendo figlio di un cavaliere Romano
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Cicerone, Pro Murena: 01; 31-35 (visits 12)
Nec mihi umquam minus in Q Pompeio, novo homine et fortissimo viro, virtutis esse visum est quam in homine nobilissimo, M Aemilio Né mai mi sembro che ci fosse minor virtù in Quinto Pompeo, uomo di oscure origini e valorosissimo piuttosto che in un uomo nobilissimo, Marco Emilio
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Cicerone, Pro Murena: 01; 36-40 (visits 4)
Etenim eiusdem animi atque ingeni est posteris suis, quod Pompeius fecit, amplitudinem nominis quam non acceperit tradere et, ut Scaurus, memoriam prope intermortuam generis sua virtute renovare Infatti è proprio dello stesso carattere e ingegno trasmettere ai propri discendenti, cosa che fece Pompeo unimportanza del proprio nome che non aveva ereditato e, come Scauro, rinnovare la memoria quasi spenta della stirpe con la propria virtù
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Cicerone, Pro Murena: 01; 61-65 (visits 14)
VIII [17] Quamquam ego iam putabam, iudices, multis viris fortibus ne ignobilitas generis obiceretur meo labore esse perfectum, qui non modo Curiis, Catonibus, Pompeiis, antiquis illis fortissimis viris, novis hominibus, sed his recentibus, Mariis et Didiis et Caeliis, commemorandis id agebam VIII [17] Perciò ormai io ritenevo, o giudice, che dalla mia fatica si fosse ottenuto da parte di molti uomini valorosi di non rinfacciare loscurità dellorigine, io che facevo ciò per commemorare non solo i Curi, i Catoni, i Pompei, quegli antichi uomini fortissimi, ma quelli recenti, i Mari e i Didii e i Celii
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Cicerone, Pro Murena: 01; 66-70 (visits 8)
Cum vero ego tanto intervallo claustra ista nobilitatis refregissem, ut aditus ad consulatum posthac, sicut apud maiores nostros fuit, non magis nobilitati quam virtuti pateret, non arbitrabar, cum ex familia vetere et inlustri consul designatus ab equitis Romani filio consule defenderetur, de generis novitate accusatores esse dicturos E davvero io, dopo aver rotto da tanto tempo queste frontiere della nobiltà così che da allora si aprì lingresso al consolato non alla nobiltà, come fu presso i nostri antenati, più che alla virtù, non credevo, essendo il console designato, proveniente da una famiglia antica e illustre, difeso da un console figlio di un cavaliere Romano, che ci sarebbero stati oppositori riguardo alla verginità della stirpe
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Cicerone, Pro Murena: 01; 71-75 (visits 12)
Etenim mihi ipsi accidit ut cum duobus patriciis, altero improbissimo atque audacissimo, altero modestissimo atque optimo viro, peterem; superavi tamen dignitate Catilinam, gratia Galbam Infatti proprio a me accadde di concorrere con due patrizi, uno cattivissimo e audacissimo, l altro onestissimo e ottimo uomo; superai tuttavia in dignità Catilina, in popolarità Galba
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Cicerone, Pro Murena: 01; 76-80 (visits 13)
Quod si id crimen homini novo esse deberet, profecto mihi neque inimici neque invidi defuissent E certo se un uomo nuovo dovesse avere questo attacco, non sarebbero venuti meno a me né i nemici né gli invidiosi
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Cicerone, Pro Murena: 01; 86-90 (visits 19)

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