Cicerone, In Verrem: 02; 21-25

Cicerone, In Verrem: 02; 21-25

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 21-25

[XXI, 55] Quid ego de M Marcello loquar, qui Syracusas, urbem ornatissimam, cepit [XXI, 55] Che bisogno ho io di parlare di M Marcello, che conquistato Siracusa, città ricchissima di opere darte
Quid de L Scipione, qui bellum in Asia gessit Antiochumque, regem potentissimum, vicit Che di L Scipione, che fece guerra in Asia e vinse Antioco, re potentissimo
Quid de Flaminino, qui regem Philippum et Macedoniam subegit Che di Flaminino, che costrinse alla resa il re Filippo e assoggettò la Macedonia
Quid de L Paulo, qui regem Persen vi ac virtute superavit Che di L Paolo, che vinse colla sua forza e il suo valore il re Perseo
Quid de L Mummio, qui urbem pulcherrimam atque ornatissimam, Corinthum, plenissimam rerum omnium, sustulit, urbisque Achaiae Boeotiaeque multas sub imperium populi Romani dicionemque subiunxit Che di L Mummio, che distrusse una città bellissima e ricchissima di opere darte, Corinto, piena zeppa dogni ben di dio, e assoggettò allimpero romano molte città dellAcaia e della Beozia
Quorum domus, cum honore ac virtute florerent, signis et tabulis pictis erant vacuae; at vero urbem totam templaque deorum omnisque Italiae partis illorum donis ac monumentis exornatas videmus Le case di questi romani, pur fulgide donore e di virtù, erano vuote di statue e di quadri;in verità, però, tutta quanta la nostra città e i templi degli dei e tutte le regioni dItalia noi le vediamo adorne delle opere darte che essi ci portarono in dono
[56] Vereor ne haec forte cuipiam nimis antiqua et iam obsoleta videantur; ita enim tum aequabiliter omnes erant eius modi ut haec laus eximiae virtutis et innocentiae non solum hominum, verum etiam temporum illorum esse videatur [56] Ho paura che questi esempi possano forse sembrate a qualcuno troppo antichi e ormai abusati; allora infatti tutti agivano in modo così simile, che lesaltazione che io ho fatta della straordinarietà della virtù e dellintegrità, sembra appartenere non solo agli uomini ma pure ai loro tempi
P Servilius, vir clarissimus, maximis rebus gestis, adest de te sententiam laturus: Olympum vi, copiis, consilio, virtute cepit, urbem antiquam et omnibus rebus auctam et ornatam P Servilio, al quale le grandi imprese compiute hanno procurato una fama straordinaria, è qui per portare un giudizio su di te; egli ha conquistato colla forza delle sue truppe, col suo senno e il suo valore la città di Olimpo , antica e ricca dogni specie di preziosi oggetti darte
Recens exemplum fortissimi viri profero; nam postea Servilius imperator populi Romani Olympum urbem hostium cepit quam tu in isdem illis locis legatus quaestorius oppida pacata sociorum atque amicorum diripienda ac vexanda curasti lesempio recente dun valoroso che io adduco; infatti Servilio occupò in qualità di generale del popolo romano Olimpo, città nemica, posteriormente allepoca in cui tu, in qualità di legato con funzioni di questore , avevi in quelle stesse regioni fatto vittime delle tue ruberie e delle tue vessazioni pacifiche città di amici e alleati
[57] Tu quae ex fanis religiosissimis per scelus et latrocinium abstulisti, ea nos videre nisi in tuis amicorumque tuorum tectis non possumus: P Servilius quae signa atque ornamenta ex urbe hostium vi et virtute capta belli lege atque imperatorio iure sustulit, ea populo Romano adportavit, per triumphum vexit, in tabula publica ad aerarium perscribenda curavit [57] Le opere darte da te trafugate con empio furto da santuari veneratissimi, noi non possiamo ammirarle se non a casa tua e in quelle dei tuoi amici: le statue e le altre opere darte che P Servilio tolse, in forza della legge di guerra e dei poteri di cui era investito, a una città nemica conquistata con la forza delle armi e con il suo valore, le portò in dono al popolo romano, le fece portare in processione durante la celebrazione del suo trionfo e poi registrare nellarchivio del tesoro