Cicerone, In Verrem: 02; 05-11-15

Cicerone, In Verrem: 02; 05-11-15

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 05-11-15

[XI]Nam, ut mos fuit Bithyniae regibus, lectica octaphoro ferebatur, in qua pulvinus erat perlucidus Melitensis rosa fartus; ipse autem coronam habebat unam in capite, alteram in collo, reticulumque ad naris sibi admovebat tenuissimo lino, minutis maculis, plenum rosae [XI]Infatti, com'era abitudi ne dei re di Bitinia, il suo mezzo di trasporto consisteva in una lettiga portata da otto uomini, sulla quale era adagiato un cuscino trasparente di stoffa maltese, imbotti te di petali di rose; egli poi, da parte sua, teneva una corona sul capo e un'altra intorno al collo e si avvicinava alle narici un borsello a rete dalle maglie molto fitte, di lino finissimo, pieno di rose
Sic confecto itinere cum ad aliquod oppidum venerat, eadem lectica usque in cubiculum deferebatur Quando, al termine di un viaggio di questo genere, giungeva in una qualche città, si faceva portare con la medesima lettiga fin dentro la camera da letto
Eo veniebant Siculorum magistratus, veniebant equites Romani, id quod ex multis iuratis audistis; controversiae secreto deferebantur, paulo post palam decreta auferebantur Lì arrivavano le autorità siciliane, lì arrivavano i cavalieri romani, e questo l'avete udito da molti testimoni sotto giuramento; le liti si dibattevano davanti in segreto e poco dopo venivano pubblicamente comunicate le sentenze
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Cicerone, In Verrem: 02; 26-30

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 26-30

Deinde ubi paulisper in cubiculo pretio non aequitate iura discripserat, Veneri iam et Libero reliquum tempus deberi arbitrabatur Poi, quando per un po' aveva am ministrato la giustizia in camera da letto distribuendo la ragione e il torto non secondo equità ma dietro pagamento, convinto che fosse suo dovere dedicare ormai il tempo che gli rimaneva a Venere e a Bacco
[28] Quo loco non mihi praetermittenda videtur praeclari imperatoris egregia ac singularis diligentia [28] E a questo punto non mi sembra giusto sottacere la nobile e origina le diligenza di questo brillante generale
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Cicerone, In Verrem: 02; 04-91-95

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 04-91-95

Nam scitote oppidum esse in Sicilia nullum ex iis oppidis in quibus consistere praetores et conventum agere soleant, quo in oppido non isti ex aliqua familia non ignobili delecta ad libidinem mulier esset Sappiate dunque che in Sicilia non c'è nessuna città, fra quelle dove i go vernatori abitualmente si fermano e tengono le sessioni abituali, nella quale non si scegliesse una donna appartenente a una famiglia non certo d'infimo rango per darla in pasto alla sua lussuria
Itaque non nullae ex eo numero in convivium adhibebantur palam; si quae castiores erant, ad tempus veniebant, lucem conventumque vitabant Dunque alcune di es se erano invitate pubblicamente a banchetto; se alcune erano più riservate, arrivavano a ore particolari per evitare la luce del giorno e le compagnie numerose
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Cicerone, In Verrem: 02; 05-61-65

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 05-61-65

Erant autem convivia non illo silentio populi Romani praetorum atque imperatorum, neque eo pudore qui in magistratuum conviviis versari soleat, sed cum maximo clamore atque convicio; non numquam etiam res ad pugnam atque ad manus vocabatur I banchetti inoltre non rispettavano quel silenzio che è conforme alla dignità di un governatore e di un generale del popolo romano e neppure quella decenza che solitamente regna nei conviti dei magistrati, ma si svolgevano nei clamore più assordante e fra gli schiamazzi più scomposti talora la situazione degenerava in una rissa e si ve niva addirittura alle mani
Iste enim praetor severus ac diligens, qui populi Romani legibus numquam paruisset, illis legibus quae in poculis ponebantur diligenter obtemperabat Infatti questo governatore severo scrupoloso, che non si era mai sognato di obbedire leggi del popolo romano, ottemperava meticolosamente alle leggi che si stabilivano nel bere
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Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 05-06-10

Itaque erant exitus eius modi ut alius inter manus e convivio tamquam e proelio auferretur, alius tamquam occisus relinqueretur, plerique ut fusi sine mente ac sine ullo sensu iacerent,ut quivis, cum aspexisset, non se praetoris convivium, sed Cannensem pugnam nequitiae videre arbitraretur Ecco dunque come andavano a finire queste manovre che uno veniva o via a braccia dalla sala del convito come dal tea tro di una battaglia, un altro veniva lasciato lì come uno morto sul campo, i più giacevano qua e là lunghi distesi al suolo fuori di testa e privi di sensi, che se uno mai li avesse visti avrebbe creduto di assistere non al banchetto un governatore, ma alla battaglia di Canne della de ravazione
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