Cicerone, In Verrem: 02; 04-141-145

Cicerone, In Verrem: 02; 04-141-145

Latino: dall'autore Cicerone, opera In Verrem parte 02; 04-141-145

[141] De laudatione autem ratio sic mihi reddita est [141] Riguardo allelogio, questa spiegazione mi è stata data
Primum, cum a Verre litterae aliquanto ante adventum meum de laudatione venissent, nihil esse decretum; deinde, cum quidam ex illius amicis commonerent oportere decerni, maximo clamore esse et convicio repudiatos; postea, cum meus adventus adpropinquaret, imperasse eum qui summam potestatem haberet ut decernerent; decretum ita esse ut multo plus illi laudatio mali quam boni posset adferre Prima del mio arrivo era giunta una lettera da parte di Verre sul tema dellelogio, non fu presa decisione; poi, poiché qualcuno dei suoi amici li aveva avvertiti che era opportuno decidere, (tale proposta) fu respinta tra forte clamore e schiamazzo; poi, quando si avvicinava il mio arrivo, colui che aveva il potere supremo, aveva imposto che bisognava decidere; ma il decreto era stato formulato in modo tale che lelogio potesse arrecargli molto più danno che vantaggio
Id adeo, iudices, ut mihi ab illis demonstratum est, sic vos ex me cognoscite Appunto questo, o giudici, mi è stato da loro riferito, allo stesso modo voi sarete informati da me
[142] Mos est Syracusis ut, si qua de re ad senatum referant, dicat sententiam qui velit; nominatim nemo rogatur, et tamen, ut quisque aetate et honore antecedit ita primus solet sua sponte dicere, itaque a ceteris ei conceditur; sin aliquando tacent omnes, tunc sortito coguntur dicere [142] A Siracusa è usanza che, se davanti al senato si apre la discussione su un qualcosa, può dire il (proprio) parere chi desidera; nessuno parla per appello nominale, e tuttavia, è solito intervenire per primo per spontanea volontà chiunque abbia unetà e una dignità e pertanto gli è riconosciuta da entrambi; se invece tutti tacciono, allora sono obbligati a parlare con un sorteggio
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Cum hic mos esset, refertur ad senatum de laudatione Verris Poiché lusanza era questa, si parlò al senato dellelogio a Verre
In quo primum, ut aliquid esset morae, multi interpellant; de Sex Peducaeo, qui de illa civitate totaque provincia optime meritus esset, sese antea, cum audissent ei negotium facessitum, cumque eum publice pro plurimis eius et maximis meritis laudare cuperent, a Verre prohibitos esse; iniquum esse, tametsi Peducaeus eorum laudatione iam non uteretur, tamen non id prius decernere quod aliquando voluissent quam quod tum cogerentur Perciò, per tirare la cosa in lungo, molti presentano obiezioni; su Sesto Peduceo, che aveva avuto meriti particolari nei confronti di quella città e di tutta la provincia, prima di costui, avendo udito che volevano fargli un processo, avendo desiderio di elogiarlo pubblicamente in cambio delle sue innumerevoli ed enormi benemerenze, erano stati impediti da Verre; anche se Peduceo non avesse giovato del loro elogio, tuttavia sarebbe stata uningiustizia non deliberare quella cosa che essi un giorno avevano voluto, prima di questaltro che veniva loro imposto
[143] Conclamant omnes et adprobant ita fieri oportere [143] Tutti acclamano e approvano che era giusto seguire (quella via)
Refertur de Peducaeo Si discute su Peduceo
Ut quisque aetate et honore antecedebat, ita sententiam dixit ex ordine Chi ha una certa età e dignità, esprime il parere in ordine (decrescente)
Id adeo ex ipso senatus consulto cognoscite; nam principum sententiae perscribi solent Conoscete questo (fatto) informati dallo stesso senato
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