Cicerone, De Natura deorum: Libro 03; 21-25

Cicerone, De Natura deorum: Libro 03; 21-25

Latino: dall'autore Cicerone, opera De Natura deorum parte Libro 03; 21-25

XXI [53] Dicamus igitur, Balbe, oportet contra illos etiam, qui hos deos ex hominum genere in caelum translatos non re, sed opinione esse dicunt, quos auguste omnes sancteque veneramur XXI [53] Parliamo quindi, o Balbo, anche contro coloro che attribuiscono a questi dèi elevati al cielo da semplici uomini quali erano e che noi veneriamo con pietà e con devozione, una consistenza non reale ma fittizia
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Principio Ioves tres numerant ii, qui theologi nominantur, ex quibus primum et secundum natos in Arcadia; alterum patre Aethere, ex quo etiam Proserpinam natam ferunt et Liberum, alterum patre Caelo, qui genuisse Minervam dicitur, quam principem et inventricem belli ferunt; tertium Cretensem Saturni filium; cuius in illa insula sepulcrum ostenditur Innanzitutto i cosiddetti teologi contano tre Giovi dei quali primi due sarebbero nati in Arcadia ;uno avrebbe avuto come padre l'Etere (che si dice abbia generato anche Libero e Proserpina),laltro il Cielo, padre di quella Minerva che la tradizione ci presenta come iniziatrice e creatrice della guerra;il terzo Giove sarebbe stato un cretese, figlio di Saturno, il cui sepolcro sarebbe ancora visibile nell'isola natia
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Dioscoroe etiam apud Graios multis modis nominantur: primi tres, qui appellantur Anactes Athenis, ex rege Iove antiquissimo et Proserpina nati Tritopatreus, Eubuleus, Dionysus; secundi Iove tertio nati et Leda, Castor et Pollux; tertii dicuntur a nonnullis Alco et Melampus et Tmolus, Atrei filii, qui Pelope natus fuit Anche i Dioscuri hanno in Grecia nomi diversi: un primo gruppo di tre che in Atene assumono il nome di " duci ", figli del Giove più antico e di Proserpina vengono chiamati rispettivamente Tritopatreo, Eubuleo, Dioniso;un secondo gruppo comprende Castore e Polluce, figli del terzo Giove e di Leda; in un terzo gruppo alcuni includono Alcone e Melampo nati da Atreo, il figlio di Pelope
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[54] Iam Musae primae quattuor Iove altero, Thelxinoe, Aoede, Arche, Melete; secundae Iove tertio et Mnemosyne procreatae novem; tertiae Piero natae et Antiopa, quas Pieridas et Pierias solent poetae appellare, isdem nominibus et eodem numero, quo proxumae superiores [54]Venendo ora alle Muse distingueremo in primo luogo le quattro figlie del secondo Giove e di Telsinoe, Aede, Arche, Melete; in secondo luogo le nove figlie dei terzo Giove e di Mnemosine; in terzo luogo, infine, le figlie di Piero e di Antiopa che i poeti sogliono chiamare Pieridi e Pierie e che hanno gli stessi nomi e lo stesso numero delle precedenti
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Cumque tu solem, quia solus esset, appellatum esse dicas, Soles ipsi quam multi a theologis proferuntur Benché tu dica che il sole si chiamerebbe così perché sarebbe il " solo " esistente, quanti soli sono citati dai teologi
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Unus eorum Iove natus nepos Aetheris; alter Hyperione; tertius Volcano Nili filio, cuius urbem Aegyptii volunt esse eam, quae Heliopolis appellatur; quartus is, quem heroicis temporibus Acantho Rhodi peperisse dicitur, pater Ialysi, Camiri, Lindi, unde Rhodii; quintus, qui Colchis fertur Aeetam et Circam procreavisse Un primo sole è figlio di Giove e nipote dell'Etere, un secondo è figlio di Iperione, un terzo ebbe come padre Vulcano, figlio dei Nilo, e a lui gli Egiziani ascrivono la città detta Eliopoli; un quarto sole è quello che nacque in Rodi nei tempi eroici da Acanto, padre di Ialiso, Camiro e Lindo capostipiti dei popolo rodiese; un quinto è quello che in Colchide avrebbe dato i natali ad Eeta e a Circe
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XXII [55] Volcani item complures: primus Caelo natus, ex quo et Minerva Apollinem eum, cuius in tutela Athenas antiqui historici esse voluerunt; secundus Nilo natus Opas, ut Aegyptii appellant, quem custodem esse Aegypti volunt; tertius ex tertio Iove et Iunone, qui Lemni fabricae traditur praefuisse; quartus Maemalio natus, qui tenuit insulas propter Siciliam, quae Volcaniae nominantur XXII [55] Anche di Vulcani ce ne sono parecchi:il primo è figlio del Cielo, da cui anche Minerva generò quell'Apollo sotto la cui protezione starebbe Atene al dire degli storici antichi; il secondo, figlio del Nilo, assume in Egitto il nome di Opas e si vuole sia il protettore di quella regione; il terzo nacque dal terzo Giove e da Giunone e, secondo la tradizione, diresse la fucina di Lemno; il quarto nacque da quel Memalio che resse le cosiddette isole Vulcanie presso la Sicilia
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[56] Mercurius unus Caelo patre, Die matre natus, cuius obscenius excitata natura traditur, quod aspectu Proserpinae commotus sit; alter Valentis et Phoronidis filius is, qui sub terris habetur idem Trophonius; tertius Iove tertio natus et Maia, ex quo et Penelopa Pana natum ferunt; quartus Nilo patre, quem Aegyptii nefas habent nominare; quintus, quem colunt Pheneatae, qui Argum dicitur interemisse ob eamque causam in Aegyptum profugisse atque Aegyptiis leges et litteras tradidisse: hunc Aegyptii Theyt appellant eodemque nomine anni primus mensis apud eos vocatur [56] Di un Mercurio, figlio del Cielo e della dea che impersona il giorno, la tradizione ci ha tramandato l'eccitazione sessuale provata alla vista di Proserpina; un altro Mercurio è quel figlio di Valente e di Foronide che, quale divinità sotterranea, viene identificato con Trofonio; un terzo dio di questo nome è quello nato dal terzo Giove e da Maia e dalla cui unione con Penelope sarebbe nato Pari; un quarto Mercurio ebbe come padre il Nilo e fa parte di quelle divinità il cui nome gli Egiziani non possono pronunciare; un quinto è quello venerato dagli abitanti di Feneo, del quale si narra che avrebbe ucciso Argo e, in conseguenza di ciò, si sarebbe rifugiato in Egitto e avrebbe introdotto presso quel popolo le leggi e l'alfabeto: gli Egiziani lo chiamano Teuth e col suo stesso nome designano il primo mese dell'anno
[57] Aesculapiorum primus Apollinis, quem Arcades colunt, qui specillum invenisse primusque volnus dicitur obligavisse; secundus secundi Mercuri frater: is fulmine percussus dicitur humatus esse Cynosuris; tertius Arsippi et Arsinoae, qui primus purgationem alvi dentisque evolsionem, ut ferunt, invenit, cuius in Arcadia non longe a Lusio flumine sepulcrum er lucus ostenditur [57] C'è un primo Esculapio, figlio di Apollo e venerato in Arcadia, di cui si dice che abbia inventato la sonda e introdotto l'uso di legare le ferite; un secondo Esculapio sarebbe quel fratello di Mercurio che, dopo essere stato colpito dal fulmine, avrebbe ricevuta sepoltura a Cinosura; un terzo Esculapio, figlio di Arsippo e di Arsinoe, ci è presentato dalla tradizione quale inventore dei purganti e dell'arte del cavadenti ed in Arcadia, non lontano dal fiume Lusio è ancora visibile il suo sepolcro ed un bosco sacro a lui dedicato
XXIII Apollinum antiquissimus is, quem paulo antea e Volcano natum esse dixi custodem Athenarum; alter Corybantis filius natus in Creta, cuius de illa insula cum Iove ipso certamen fuisse traditur; tertius Iove tertio natus et Latona, quem ex Hyperboreis Delphos ferunt advenisse; quartus in Arcadia, quem Arcades Nomion appellant, quod ab eo se leges ferunt accepisse XXXIII Il più antico fra gli dèi di nome Apollo è quel figlio di Vulcano e protettore di Atene di cui s'è già detto; il secondo era un, figlio di Coribante nato a Creta e che, secondo la tradizione, avrebbe lottato con lo stesso Giove per il possesso dell'isola; il terzo è il figlio del terzo Giove e di Latona che dicono si fosse trasferito a Delfi dal paese degli Iperborei; il quarto sarebbe nato in Arcadia dove è chiamato Nomione, nome che gli sarebbe stato attribuito per aver dato le leggi a quel popolo
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