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Cicerone, De Natura deorum: Libro 02; 35-40

Cicerone, De Natura deorum: Libro 02; 35-40

Latino: dall'autore Cicerone, opera De Natura deorum parte Libro 02; 35-40

XXXV Nunc autem mihi videntur ne suspicari quidem, quanta sit admirabilitas caelestium rerum atque terrestrium In realtà essi non sembrano affatto immaginare quale sia la meraviglia dei fenomeni celesti e terrestri
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[91] Principio enim terra sita in media parte mundi circumfusa undique est hac animali spirabilique natura, cui nomen est aer Graecum illud quidem, sed perceptum iam tamen usu a nostris; tritum est enim pro Latino [91] Innanzitutto la terra, collocata nella parte centrale dell'universo, è circondata da ogni parte da quell'elemento vivente e respirabile che chiamano aer- il vocabolo è greco ma è stato accolto nell'uso della nostra lingua; passa ormai per latino
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Hunc rursus amplectitur inmensus aether, qui constat ex altissimis ignibus -mutuemur hoc quoque verbum dicaturque tam aether Latine, quam dicitur aer, etsi interpretatur Pacuvius: 'hoc, quod memoro, nostri caelum, Grai perhibent aethera' quasi veto non Graius hoc dicat Questo è a sua volta circondato dallimmenso etere che è composto di quella sostanza ignea che occupa le regioni più alte dei mondo -anche in questo caso possiamo ricorrere ad un termine mutuato dal greco ed usare in latino il vocabolo aether allo stesso modo con cui comunemente diciamo aer, anche se Pacuvio lo interpreta: " ciò di cui parlo noi lo chiamiamo cielo, i Greci etere "- quasi non fosse proprio un Greco ad esprimersi così
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'At Latine loquitur Ma parla in latino
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' Si quidem nos non quasi Graece loquentem audiamus; docet idem alio loco: 'Graiugena: de isto aperit ipsa oratio Certo solo se noi non ascoltiamo uno che parli quasi in greco; del resto lo stesso Pacuvio in un altro passo fa dire ad un personaggio: " è di stirpe greca: lo rivela il suo stesso modo di parlare"
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' [92] Sed ad maiora redeamus [92] Ma torniamo alle cose più importanti
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Ex aethere igitur innumerabiles flammae siderum exsistunt, quorum est princeps sol omnia clarissima luce conlustrans, multis partibus maior atque amplior quam terra universa, deinde reliqua sidera magnitudinibus inmensis Dall'etere derivano dunque le innumerevoli fiammelle degli astri, fra i quali il primo posto è occupato dal sole che illumina ogni cosa con la sua fulgidissima luce e che è di gran lunga più grande ed esteso della terra, seguono i rimanenti astri con le loro immense moli
Atque hi tanti ignes tamque multi non modo nihil nocent terris rebusquc terrestribus, sed ita prosunt, ut, si moti loco sint, conflagrare terras necesse sit a tantis ardoribus moderatione et temperatione sublata E tutte queste masse infuocate, pur tanto grandi e numerose, non solo non arrecano nessun danno alla terra ed alle creature che la abitano ma tale è la loro benefica azione che, se fossero rimosse dalla loro attuale posizione, le terre brucerebbero consunte da quel fuoco, una volta tolto di mezzo ogni controllo ed ogni freno
XXXVII [93] Hic ego non mirer esse quemquam, qui sibi persuadeat corpora quaedam solida atque individua vi et gravitate ferri mundumque effici ornatissimum et pulcherrimum ex eorum corporum concursione fortuita XXXVII [93] A questo punto io non mi meraviglierei che ci sia qualcuno che si persuada che corpi solidi ed indivisibili siano trascinati dalla forza del loro peso e che dalla loro fortuita unione sia derivato il mondo con tutti i suoi splendori e le sue bellezze
Hoc qui existimat fieri potuisse, non intellego, cur non idem putet, si innumerabiles unius et viginti formae litterarum vel aureae vel qualeslibet aliquo coiciantur, posse ex is in terram excussis annales Enni, ut deinceps legi possint, effici; quod nescio an ne in uno quidem versu possit tantum valere fortuna Chi pensi che possa accadere una cosa del genere non vedo perché non dovrebbe anche ritenere che, se si raccogliessero da qualche parte in un numero molto elevato di esemplari le ventuno lettere dell'alfabeto foggiate in oro od in altro materiale e le si gettassero a tetra dovrebbero ricostituirsi tutti gli Annali di Ennio ormai pronti per la lettura; un risultato che il caso non riuscirebbe forse a realizzare neppure limitatamente ad un solo verso
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