Cicerone, De Domo sua: 131 - 147

Cicerone, De Domo sua: 131 - 147

Latino: dall'autore Cicerone, opera De Domo sua parte 131 - 147

[131] Res illa plena iustitiae, sapientiae, dignitatis (censor enim, penes quem maiores nostri, id quod tu sustulisti, iudicium senatus de dignitate esse voluerunt, Concordiae signum volebat in curia curiamque ei deae dedicare), praeclara voluntas atque omni laude digna; praescribere enim se arbitrabatur ut sine studiis dissensionis sententiae dicerentur, si sedem ipsam ac templum publici consili religione Concordiae devinxisset Quellepoca fu piena di giustizia, sapienza, dignità (infatti il censore, nelle cui mani i nostri antenati vollero che risiedesse il giudizio del senato in merito alla dignità, cosa che tu abolisti, voleva consacrare la statua della Concordia nella curia e dedicare la curia a quella Dea), nobilissima volontà e degna di ogni lode: egli infatti riteneva che, se avesse vincolato proprio la sede e il tempio del pubblico consiglio alla religione della Concordia, avrebbe anche prescritto che le sentenze si esprimessero senza spirito di dissenso
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Cicerone, De Domo sua: 36 - 40 (visits 14)
Tu cum ferro, cum metu, cum edictis, cum privilegiis, cum praesentibus copiis perditorum, absentis exercitus terrore et minis, consulum societate et nefario foedere servitute oppressam civitatem teneres, Libertatis signum posuisti magis ad ludibrium impudentiae quam ad simulationem religionis Tu, con le armi, con la paura, con gli editti, con i favori particolari, con le squadriglie di traditori sempre pronte, con il terrore e la minaccia dellesercito che non cera, con lalleanza dei consoli e lo sciagurato patto con i servi, tenendo la città oppressa, collocasti la statua della Libertà più come simbolo per deridere la tua sconsideratezza che per simulare la religiosità
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Cicerone, De Domo sua: 01 - 05 (visits 23)
Ille in curia quae poterat sine cuiusquam incommodo dedicari, tu in civis optime de re publica meriti cruore ac paene ossibus simulacrum non libertatis publicae, sed licentiae conlocasti Quello in curia consacrava le cose che poteva senza il disagio di nessuno, tu nel sangue e quasi nelle ossa di un cittadino benemerito della repubblica hai collocato non la statua della libertà , ma della dissolutezza
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Cicerone, De Domo sua: 91 - 95 (visits 10)
[132] Atque ille tamen ad conlegium rettulit, tu ad quem rettulisti [132] E tuttavia quello riferì al collegio, tu a chi riferisti
Si quid deliberares, si quid tibi aut piandum aut instituendum fuisset religione domestica, tamen instituto ceterorum vetere ad pontificem detulisses: novum delubrum cum in urbis clarissimo loco nefando quodam atque inaudito instituto inchoares, referendum ad sacerdotes publicos non putasti Se tu avessi deliberato qualcosa, se tu avessi dovuto purificare o istituire qualcosa con il sacro rito familiare, in ogni caso, avresti riferito al pontefice, secondo lantico costume degli altri: incominciando la costruzione di un nuovo tempio nel luogo più bello della città, con un tale empio e inaudito disegno, non pensasti che dovesse essere riferito ai pubblici sacerdoti
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Cicerone, De Domo sua: 96 - 100 (visits 28)
At si conlegium pontificum adhibendum non videbatur, nemone horum tibi idoneus visus est, qui aetate honore auctoritate antecellunt, cum quo dedicatione communicares E, se non sembrava che si dovesse invitare il collegio dei pontefici, non ti sembrò adatto nessuno di loro, che, per età, onore, autorità si distinguono, con cui accordarsi riguardo alla consacrazione
Quorum quidem tu non contempsisti sed pertimuisti dignitatem In verità tu non hai disprezzato, ma hai temuto la loro autorità
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Cicerone, De Domo sua: 06 - 10 (visits 16)
An tu auderes quaerere ex P Servilio aut ex M Lucullo, quorum ego consilio atque auctoritate rem publicam consul ex vestris manibus ac faucibus eripui, quibusnam verbis aut quo ritu-- primum hoc dico--civis domum consecrares, deinde civis eius cui princeps senatus, tum autem ordines omnes, deinde Italia tota, post cunctae gentes testimonium huius urbis atque imperi conservati dedissent Ed hai osato chiedere a Publio Servilio o a Marco Lucullo, con la cui decisione e autorità io, da console, ho sottratto la repubblica alle vostre mani e alle vostre fauci, con quali parole e secondo quale rito prima dico ciò potevi consacrare la casa di un cittadino e inoltre, la casa di quel cittadino, a cui, per primo il senato e poi tutti gli altri ordini, e anche tutta lItalia, e infine tutti i popoli, hanno dato testimonianza di essere stato il salvatore di questa città e del dominio romano
[133] Quid diceres, o nefanda et perniciosa labes civitatis [133] Che cosa potresti dire, o lurida e dannosa peste della città
'Ades, Luculle, ades Servili, dum dedico domum Ciceronis, ut mihi praeeatis postemque teneatis Tu ceri, Lucullo, tu ceri, Servilio, a presiedere e a tenere lo stipite della porta, mentre dedicavo la casa di Cicerone
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