Carestia, sospetto e violenza: il ruolo del cibo nelle dinamiche della Rivoluzione francese

Carestia, sospetto e violenza: il ruolo del cibo nelle dinamiche della Rivoluzione francese

Il 5 e il 6 ottobre 1789 vanno annoverati fra i giorni più importanti della rivoluzione francese. Quando, la sera del 6 ottobre, Luigi XVI rinunciò al diritto di veto che spettava al re e ratificò la Costituzione e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, accettò di fatto la fine della monarchia assoluta.

La folla che si era recata a Versailles riportò il re a Parigi, riunendo nella capitale i due rami del potere costituzionale. Queste vicende sono direttamente collegate alla disponibilità e alla diffusione dei prodotti alimentari di sussistenza: infatti, nonostante gli abbondanti raccolti che avevano seguito la bassa produttività dell'anno precedente, il pane continuava a scarseggiare e a essere molto costoso a Parigi, alimentando voci di cospirazioni in corso e un clima di sospetto e agitazione tra la folla.

La cattiva qualità del cibo si aggiungeva all'amarezza dello scontento: il colore nero del pane, il sapore di terra, l'odore disgustoso, la farina nuova avariata o viziata da miscele che avrebbero potuto rendere velenoso il cibo destinato a sostenere la vita. Tutta la città era dominata da un terribile sospetto e serpeggiava una furia sorda che aspettava solo un'opportunità e un motivo preciso per scoppiare in aperta violenza.

Insieme con le tensioni fra il re, l'assemblea costituente e le varie fazioni politiche, la carenza di pane influenzò fortemente le vicende di quei giorni e anche il modo in cui quegli avvenimenti furono ricordati dalle persone che vi presero parte.

Il 22 luglio 1789 l'ultimo intendente di Parigi, Bertier de Sauvigny, e suo suocero Foullon furono uccisi da una folla di rivoltosi, poiché erano stati accusati di aver cospirato per far aumentare il prezzo del grano. Il 12 luglio il re aveva nominato Foullon controllore generale delle finanze al posto di Necker. Secondo Jules Michelet, l'opinione pubblica attribuiva affermazioni crudeli a Foullon. Arrestato e riportato a Parigi, Foullon fu la prima persona a essere impiccata a un lampione durante la rivoluzione, poi fu decapitato e gli fu messo del fieno in bocca.

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