Canto notturno di un pastore errante dell’Africa: parafrasi

Canto notturno di un pastore errante dell’Africa: parafrasi

Che fai tu, luna nel cielo?

Dimmi, che fai, luna silenziosa? Sorgi la sera e ti sposti nel cielo (ti metti in cammino), guardando i deserti e poi tramonti. Ancora non sei sazia di ripercorrere gli stessi eterni sentieri? Non ti sei ancora annoiata, ancora sei desiderosa di guardare queste valli, questi eterni sentieri? Somiglia alla tua vita la vita del pastore. Il pastore si alza alle prime luci dell’alba, conduce il gregge fuori per i campi e vede animali, fonti, prati; poi va a dormire, stanco, verso sera, non spera mai altro. Dimmi, o luna, a che vale vivere al pastore, a che serve esistere a voi astri del cielo? Dimmi: qual è la meta di questo mio breve viaggio mortale, del tuo perenne corso?



Canto notturno di un pastore errante dell'Africa: riassunto



Vecchierello bianco, malato, lacero e scalzo, con un gravissimo peso sulle spalle, per montagne, per valli, per sassi acuti, nella sabbia profonda, tra i cespugli, al vento, alla tempesta, quando avvampa il sole, e quando poi tutto gela, corre via, corre, sospira, varca torrenti, stagni, cade, si rialza e più si affretta senza ristorarsi, lacero e sanguinante; infine il vecchio giunge laddove la strada e tutta quella fatica erano, dove ad una voragine spaventosa, sterminata, in cui precipitando dimentica tutto. Vergine luna, tale è la vita mortale, la vita degli uomini.



Canto notturno di un pastore errante dell'Africa: Breve commento alla poesia



L’uomo nasce a fatica e la nascita è rischio mortale per il bimbo e la madre. Prova pena e tormento per prima cosa (le prime sensazioni che il neonato avverte) e fin dall’inizio il padre e la madre cominciano a consolarlo del fatto di essere nato. Poi man mano che cresce padre e madre lo aiutano e continuamente con l’esempio con gli atti e con le parole cercano di fargli coraggio, di consolarlo della condizione umana: non si può fare opera più gradita ai propri figli. Ma perché procreare e far crescere i figli, che poi occorre consolare alla vita stessa?



Canto notturno di un pastore errante dell'Africa: Analisi del testo