Candido, o l’ottimismo: riassunto breve

Candido, o l’ottimismo: riassunto breve

Voltaire nasce il 21 Novembre del 1694 a Parigi; è l’ultimo di cinque figli di un ricco notaio parigino

Nel 1704 entra nel collegio dei gesuiti e da prova di grande intelligenza anche in età precoce. Nel 1711, tuttavia, fugge dal collegio attratto dalla società libertina e dalla vita del bel mondo. Nel 1713 si reca in Olanda dove tocca con mano le idee liberali ma nel 1716 è richiamato a Parigi in seguito ad un’avventura amorosa e qui scrive alcuni versi irriverenti verso il duca Filippo D’Orleans. Questo gli costa addirittura un anno di detenzione alla Bastiglia dove sarà rinchiuso anche successivamente nel 1727 in seguito ad un litigio con il cavaliere di Rohan. Dal 1729 al 1733 continua a scrivere e pubblicare dei testi ma poi l’edizione in francese delle “Lettere, ” un suo romanzo, provoca un mandato d’arresto e lo costringe a fuggire in Lorena dove incontra madame du Chaletel che sarà poi la sua amante. Verso il 1741 (circa) fa amicizia con il principe Federico di Prussia e, nel 1749, quando muore madame du Chaletel decide di accettare l’invito del principe prussiano e si reca alla corte dove vive per tre anni.
Nel periodo che va dal 1758 al 1777 dopo aver lasciato la corte di Prussia a causa di un grosso litigio con il principe si stabilisce nella dimora di Ferney dove vive circondato dagli onori della nobiltà europea.
Nel 1759 scrive il suo romanzo più importante “Candido, o l'ottimismo” che è una satira spietata dell’ottimismo filosofico; in questi anni inoltre egli continua a scrivere satire, opere teatrali, racconti filosofici e trattati universali sui grandi temi della vita e trattiene anche una corrispondenza numerosissima (quasi seimila lettere). Nel 1778 è chiamato a Parigi per la rappresentazione della sua ultima tragedia “Irene” e muore il 30 Maggio tra le accoglienze trionfali e le ovazioni del pubblico.
Pensiero di Voltaire. “Vano- dice Voltaire – è cercare una spiegazione metafisica del male come fanno l’ottimista Pangloss e il pessimista Martin, perché questo male è soggettivo, indefinibile e non misurabile; il credo di Voltaire è antifinalistico e cioè lui sostiene che un disegno dell’universo non esiste o meglio, se esiste, spetta a Dio il conoscerlo e non all’uomo.”
Nel romanzo di Voltaire i personaggi principali sono tre: Candido, Pangloss e Cunegonde.
Candido, il protagonista, è un giovane molto buono e semplice che vive nel castello del signor barone di Thuder- ten- tronckh e che, diventato adulto, s’innamora della figlia del barone, madamigella Cunegonde.
I due vengono sorpresi in atteggiamenti affettuosi e per questo Candido è scacciato dal castello ed è costretto a vivere avventure assurde e terribili; tuttavia, qualunque cosa gli accada egli dimostra sempre di pensare positivamente al futuro e di credere che non può accadere nulla di più giusto di
quello che realmente avviene.
Questo suo pensiero ottimista di Candido deriva dagli insegnamenti di Pangloss, un filosofo suo amico che lo accompagna all’inizio e alla fine del suo viaggio sfortunato.
Inizialmente i due sono compagni di viaggio ma poi a Lisbona (dove un terremoto sconvolge la città con scosse terribili) Pangloss è impiccato dai cittadini per chiedere perdono agli dei e far si che il terremoto finisca. Alla fine del poema, però si scopre che Pangloss non è morto e che può tornare ad aiutare il suo fraterno compagno Candido.
Cunegonde, invece, è il pensiero fisso di Candido ed è proprio lei che lo costringe a compiere tutti i viaggi per cercarla; all’inizio della narrazione ella è una fanciulla molto buona e pura ma poi viene violentata dai bulgari che le uccidono la madre, il padre, e il fratello.
Quando finalmente, alla fine del racconto, Candido riesce a trovarla lei è diventata una bruttissima schiava cattiva e acida e tutta la storia prende un aspetto ancora più comico perché Candido che aveva a lungo viaggiato per ricongiungersi con lei non vorrebbe più sposarla ma è praticamente costretto e non può rifiutare.

Now I feel...