... e svolge un compito che è utile al suo funzionamento. Può sembrare difficile da comprendere, ma la biodiversità della Terra è alla base della nostra stessa vita. È grazie alla biodiversità che sono garantite la produttività, l'efficienza, l'equilibrio e la resilienza dei nostri ecosistemi, dalla produzione di biomassa e quindi di disponibilità alimentare per gli 8 miliardi di uomini presenti oggi sul Pianeta, alla capacità di degradare e rimettere in circolo i miliardi di tonnellate di rifiuti che tutti gli esseri viventi producono.
Tutto il sistema, compreso il clima, la salute, le riserve di acqua, la fertilità dei suoli, la capacità di superare avversità, tutto il funzionamento di milioni di delicati equilibri dipende dalla biodiversità presente sulla Terra. Eppure quando per esempio si parla di insetti, spiegando che molte specie sono scomparse e che la biomassa totale di questi esseri viventi si è ridotta di oltre il 50%, gran parte delle persone alza le spalle. Ma voi sapete chi degrada tutta la sostanza organica che ogni giorno muore? Miliardi di piccoli organismi, principalmente batteri, funghi e insetti, svolgono questo compito indispensabile per non ritrovarci sommersi dai rifiuti senza più niente di cui cibarci.
Su questo tema mi piace ricordare un avvenimento che segnò la storia dell'Australia molti anni fa, ed è più emblematico di qualsiasi dissertazione scientifica, poiché spiega anche come sia pericoloso manipolare le specie presenti sulla Terra, inserendole o spostandole da un luogo all'altro. Nell'Ottocento in Australia furono introdotti bovini provenienti dal continente europeo, che vennero lasciati liberi di pascolare nelle enormi distese di prati. Ma nel giro di pochi anni grandi superfici di pascolo si riempirono degli escrementi di questi ruminanti che gli insetti decompositori locali non riuscivano a degradare, poiché erano specializzati a nutrirsi dello sterco dei marsupiali, più fibroso e di composizione differente.
Accadde così che le immense praterie, coperte di feci indecomposte, non davano più nutrimento sufficiente per i bovini ed erano anche invase da una moltitudine di mosche australiane attratte dagli escrementi, che oltre a dare fastidio al bestiame erano anche vettori di malattie per l'uomo. Inoltre tutti i nutrienti che erano bloccati nello sterco non venivano più rimessi in circolo riducendo la fertilità del terreno. Solo verso la metà del secolo scorso un entomologo ungherese capì il problema e suggerì di importare, in modo controllato per non creare altri problemi, dei coleotteri stercorari specializzati nella decomposizione dello sterco dei ruminanti, che furono prelevati soprattutto dal Sud Africa. L'intervento ebbe successo e grazie a questi coleotteri il problema fu superato, dimostrando ancora una volta quanto siano complessi gli equilibri e quale importante funzione svolgano gli invertebrati nelle catene ecologiche all'interno degli ecosistemi.












