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Bellum Iugurthinum, 41: traduzione

Bellum Iugurthinum, 41: traduzione

Aristocrazia e plebe nel decadimento della repubblica

Con il concludersi della seconda guerra punica Roma si vide padrona del Mediterraneo.”post Carthaginem deletam”, con il controllo dei commerci e l'affermarsi della propria supremazia sui territori maggiormente sviluppati, dalla Magna Grecia, conquistata ormai da circa un secolo, alla penisola iberica e a Cartagine stessa, da Sallustio ci viene qui descritto un progressivo sgretolamento della società romana con la diffusione di una libido quanto mai dannosa, che compromise i tessuti sociali e culturali della longeva res publica che stava per conoscere i suoi periodi bui dopo aver attraversato i travagliati anni delle guerre puniche che le dettero da proccuparsi fino alla fatidica data del 146a.c. .Sallustio, pur schierato con i popolari, in questo passo tratto dal Bellum Iugurthinum ci fornisce una descrizione obiettiva del decadimento della celebre mos maiorum che aveva garantito la salvaguardia dei costumi repubblicani e del senso civico romano fino ad allora;l'autore riconosce le colpe di ambedue le posizioni e sottolinea l'ingordigia con cui si accanirono l'uno contro l'altro inconsapevoli del male che infliggevano alla società stessa.
E' proprio della natura umana il desiderio di conquista e di imposizione di sé sugli altri, com'è altrettanto caratteristico della nostra specie la tendenza a ribellarci all'oppressore di turno;dunque una volta eliminato il nemico esterno iniziarono ad alimentarsi discordie intestine che portarono in evidente attrito plebe ed aristocrazia, nemiche naturali. La res publica si mostrò di massima efficacia quando il popolo romano ebbe da fronteggiare appunto un nemico pubblico, una volta eliminato questo però, si convertì inesorabilmente in un confuso ed instabile insieme di “res privatae”.
“Ceterum mos partium et factionum ac deinde omnium malarum artium paucis ante annis Romae ortus est otio atque abundantia earum rerum, quae
prima mortales ducunt. Nam ante Carthaginem deletam populus et senatus Romanus placide modesteque inter se rem publicam tractabant, neque
gloriae neque dominationis certamen inter civis erat: metus hostilis in bonis artibus civitatem retinebat. Sed ubi illa formido mentibus decessit, scilicet ea, quae res secundae amant, lascivia atque superbia incessere. Ita quod in aduersis rebus optauerant otium, postquam adepti sunt, asperius acerbiusque
fuit. Namque coepere nobilitas dignitatem, populus libertatem in libidinem vertere4, sibi quisque ducere trahere rapere5. Ita omnia in duas partis abstracta
sunt, res publica, quae media fuerat, dilacerata.”(Sall. par.41 B.I.).
Traduzione: Del resto l'usanza dei partiti, degli schieramenti ed in seguito di ogni attività negativa ebbe origine a Roma pochi anni prima, in quel periodo di inattività e di abbondanza di quelle cose che per prime si tirano dietro i mortali. Infatti prima della distruzione di Cartagine il popolo ed il senato Romano
amministravano fra sé lo stato con calma e moderazione e non esisteva fra i cittadini una rivalità nella gloria e nella supremazia.

 
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