Astrattismo: riassunto breve

Astrattismo: riassunto breve

priva di una precisa funzione pratica, l’arte si preoccupa di soddisfare l'esigenza estetica

...e propone il proprio valore anche al di fuori della tradizionale funzione di "riprodurre" la realtà

Gli artisti contemporanei si allontanano così dal modello reale, più di quanto non se ne siano mai allontanati gli artisti del passato. I pittori "fauves" (belve) dipingevano senza rispettare alcuna regola della tradizione, appiattendo le immagini e riducendole ad arabeschi di colore puro, violento o dolce, con una grande libertà di fantasia. Il colore esprime se stesso, il quadro è una composizione di colori, così come la musica è una composizione di suoni.

Già l'olandese Van Gogh e il francese Gauguin avevano fatto qualcosa di simile, alterando i colori rispetto al modello reale, ma le loro forme e i loro colori assumevano una funzione simbolica, per esprimere, nel caso di Van Gogh, un sentimento di allucinata disperazione.

Invece Matisse, un pittore "fauves", vuole comunicare attraverso l'intensa musica dei colori solo il raffinato piacere di questa "musica", sottolineare il lato gioioso della vita che nell'arte trova il suo momento più rasserenante.

Gli astrattisti rinunciano addirittura all'immagine naturale, per creare con le forme e i colori un'immagine, appunto, astratta. I primi e più importanti astrattisti sono l'olandese Mondrian e il russo Kandinskij.

Mondrian esegue delle composizioni ordinatamente geometriche: linee orizzontali e verticali dividono la superficie dipinta in riquadri colorati che raggiungono un segreto ma perfetto equilibrio tra di loro; ogni riquadro ha un proprio "peso", dovuto alla quantità di spazio che occupa ma anche alla qualità del colore di cui è riempito. Se proviamo a ricoprire una linea o un riquadro che compone i suoi quadri, vedremo che il magico equilibrio sparirà.

L'influenza di Mondrian è stata fondamentale anche in architettura e in altre applicazioni apparentemente più estranee.

Mondrian ha infatti insegnato a "impaginare", anche letteralmente, gli spazi: l'editoria moderna deve non poco alla sua sensibilità, proprio nell'arte di impaginare.

In architettura, l'influenza dell'olandese e del suo seguace Theo van Doesburg, si può percepire bene nell'opera di Rietveld, la casa Schroder a Utrecht: infatti si può vedere facilmente come il volume chiuso dell'architettura tradizionale sia stato invece aperto e scomposto in superfici e segmenti. Lo spazio viene scandito armonizzando la regolarità geometrica con la sua libera interpretazione, in una ricerca di equilibrio tra pieni e vuoti, sporgenze e rientranze. In questo equilibrio, interviene anche il colore con il suo "peso".