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Arte Contemporanea: riassunto

Arte Contemporanea: riassunto

L’arte del dopoguerra a causa della grande diversità tra le situazioni politiche, economiche e sociali, assume forme molto diversificate e imprevedibili

Infatti l’America, che fino all’Ottocento aveva sempre vissuto passivamente le vicende artistiche europee, comincia a diventare un punto di riferimento per le nuove avanguardie. Avanguardie tradite da un’Europa che ha vissuto anni terribili con le due atroci guerre mondiali e che ora vedono nella libertà statunitense un terreno fertile e aperto a tutte le possibili esperienze. Basta questo per far capire che l’arte del contemporaneo è totalmente diversa rispetto a quella delle Avanguardie storiche dei primi decenni del secolo.
Riprendendo la caratterizzazione astratta di Kandinskij, Mondrian e Klee, nella seconda metà del novecento l’espressione figurativa viene messa in disparte dall’astratto. Gli artisti cominciano dunque ad estendere le loro ricerche in ogni direzione, dando luce a risultati caotici e spesso contraddittori; si tratta, tuttavia, di una contraddizione tipica della società occidentale basata sulla massificazione e sul consumismo. È evidente che allora i linguaggi artistici cambiano e si aprono ad una serie di sperimentazioni, investendo le ultimisse tecniche fotografiche e cintematografiche, televisive, informatiche e multimediali, divenendo sempre più il riflesso della società che la partorisce. Che sia con vernici sintetiche, plastiche, neon, computer, monitor o proiettori, il significato di queste installazioni è sempre sbalordire, divertire, ma anche far riflettere e, talvolta, scandalizzare o irritare.
L’arte contemporanea, così, per riscattarsi dal fatto di essere sempre stata espressione del potere, diventa uno degli strumenti più aspri della critica al potere stesso, non risparmiando ironie e provocazioni di ogni genere. In questo contesto sempre più fluido man mano che ci si avvicina ai giorni nostri, la scarsa prospettiva storica ha impedito la ricerca di linee di indirizzo definite; in altre parole, dal dopoguerra a oggi l’arte si è frammentata in una vasta serie di rivoli che sicuramente ha ribadito la sua prepotente e rinnovata vitalità, ma ha anche distrutto le sue potenzialità impedendo la nascita di scuole, tendenze o movimenti. Per questo se le avanguardie storiche sono state esperienze molto brevi, le tendenze di questa nuova arte sono molto più rapide e transitorie, così come sono più rapide le loro manifestazioni particolari, essendo semplici perfomances di cui al massimo ci rimane un filmato o una foto.
Del resto la velocità sarà sempre di più la caratteristica della nuova società e caratterizzerà automaticamente anche l’arte contemporanea che si produce e che si consuma (in ogni senso) molto rapidamente. In quest’ottica tutto stanca sempre più velocemente animando un processo di costante ricerca della novità, un’esigenza culturale ma anche economica. Anche per questo l’arte contemporanea è estremamente sensibile alle mode e ai mercati, con cui stabilisce un rapporto di interdipendenza; ciò non significa comunque che l’arte contemporanea sia succube di tendenze o determinati momenti di sviluppo ma solo che ne segue i ritmi. Per questo motivo vi saranno anche espressioni artistiche di rottura violenta con il capitalismo ma che, come ogni altra, saranno consumate da quella stessa società in un batter d’occhio.

 
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