Analisi del testo Myricae di Pascoli

Analisi del testo Myricae di Pascoli

“Myricae” è una citazione virgiliana (“non a tutti piacciono gli umili arbusti e le tamerici”)

Citare Virgilio è una forma alta ma le tamerici sono umili arbusti, di poco conto quindi abbiamo una poesia alta che parla di piccole cose. C'è la contrapposizione fra alto e basso.

Denota la sua posizione, una posizione intermedia, da una parte e moderna e dall'altra innovatrice.

Gli elementi innovativi del Pascoli li ritroviamo nel crepuscolarismo. Ma lui mantiene anche tanta tradizione.

Esce in numerose edizioni oltre a quella dell'81 e le edizioni successive presentano un'articolazione in sezioni che sono sempre più numerose. Vuol dire che il Pascoli raffina la sua funzione della struttura, che deve avere un significato, forse il fatto di dedicarsi allo studio di Dante può aver avuto un influenza.

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MYRICAE PASCOLI SPIEGAZIONE

Il criterio secondo cui i testi vengono collocati nella raccolta:

-    Criterio metrico

-    Criterio tematico

Questi due criteri vengono variati nel corso delle edizioni.

I temi di Myricae sono sostanzialmente la morte e la natura.

La natura dovrebbe presentare il polo positivo, il conforto, l'antitesi, l'elemento riequilibratore, però poi anche sulla natura vengono anche proiettati simboli che riconducono alla morte. La morte è presente anche nella natura. La morte stessa d'altra parte ha due volti, esperienza angosciante ma anche prospettiva di riappacificazione.

Le novità stilistiche della raccolta: Si muove tra nuovo e vecchio, tradizione e innovazione. Prima di tutto abbiamo la sperimentazione metrica, usa molti metri anche non consueti nella tradizione come il novenario, che da quando era stato criticato da Dante era scomparso. Inoltre usa la punteggiatura in un modo nuovo, anche anomalo, uno degli usi più strani sono i due punti che possiamo trovare alla fine di un verso in modo anomalo.

La punteggiatura segna delle pause e quindi modifica dall'interno il ritmo tradizionale di un certo verso.

Vengono usati con ricorrenza i puntini di sospensione per donare al testo quell'allusività tipica del simbolismo.

Abbiamo poi l'inserimento del discorso diretto che implica l'uso delle virgolette ecc., ma più nelle altre raccolte.

La sintassi è nominale, ci sono molte ellissi del verbo, accostamenti di sostantivi senza verbi.

Poi vediamo l'utilizzo di molte analogie: accostamento intuitivo di parole e immagini.

Poi abbiamo il fonosimbolismo, in particolare l'onomatopea.

Un'altra caratteristica della scrittura pascoliana importantissima è l'enjambement ossia la sfasatura tra misura metrica e misura sintattica. Viene usato in modo innovativo separando ad esempio l'articolo dal nome.