Acqua contesa: sopravvivere tra scarsità e inondazioni

Acqua contesa: sopravvivere tra scarsità e inondazioni

Entro il 2030, 700 milioni di africani potrebbero essere costretti a migrare per la mancanza d'acqua. Il Lago Vittoria e l'Amazzonia mostrano come i bacini vitali si stiano prosciugando, minacciando alimentazione, trasporti e la stabilità delle comunità rurali.

Se alcuni luoghi saranno inabitabili perché sommersi dall'acqua, altri lo saranno perché ce ne sarà troppa poca. Il cambiamento climatico aumenterà la frequenza, la gravità e la persistenza della siccità, e la forza del suo impatto dipenderà dalla vulnerabilità dei beni dei settori esposti. Tra i più sensibili ci sono l'agricoltura, la produzione di energia, l'industria, l'approvvigionamento idrico per le abitazioni e gli ecosistemi. Se La siccità non verrà gestita adeguatamente, può diventare uno dei motori della desertificazione del degrado del territorio, tra le cause di aumento della fragilità degli ecosistemi e della instabilità sociale, specialmente nelle comunità rurali.

L'Africa rappresenta solo il 2-3% circa delle emissioni globali di gas serra, ma il territorio che già subisce, e subirà, gli impatti più devastanti del cambiamento climatico. Il rapporto del 2021 sullo stato del film in Africa, che si concentra in particolare sull'acqua, stima che lo stress idrico elevato porterà entro il 2030 allo sfollamento di 700 milioni di persone, e che probabilmente entro quella data quattro paesi africani su cinque non disporranno di risorse idriche gestite in modo sostenibile.

I fattori di stress dovuti al cambiamento climatico, come La siccità o le inondazioni, mettono in pericolo la resilienza ecologica e influenza nei modelli migratori, perché ostacolano le colture agricole, i sistemi di produzione alimentare le risorse idriche. Un esempio è il lago Vittoria, diviso tra Tanzania, Uganda e Kenya, che con i suoi quasi 70.000 chilometri quadrati è il più grande bacino idrico del continente africano e il secondo lago d'acqua dolce a livello globale. Ha una lunga storia di commercio, pastorizia nomade e migrazione nella stagione secca per diversificare i mezzi di sussistenza, e sostiene oltre 40 milioni di persone in alcune delle aree più densamente popolate dell'Africa. Le regioni circostanti fanno affidamento sul lago e sui suoi fiumi di sbocco, come il Nilo bianco, per il cibo, l'acqua il trasporto industriale. Ma con precipitazioni così bassi il bacino si sta prosciugando, e gli esperti prefigurano effetti catastrofi sulla popolazione e sugli animali che dipendono dal lago per il loro sostentamento.

La siccità sta colpendo anche il Sudamerica. Per il 2050 i modelli prevedono una riduzione delle precipitazioni annuali in tutto il Mediterraneo, l'Australia e l'Africa meridionale, ma soprattutto nella metà superiore del Sudamerica, che comprende gran parte del Brasile, del Paraguay e della Bolivia, e copre praticamente l'intera foresta pluviale Amazzonica, luogo in cui i ricercatori prevedono l'essiccazione più intensa rispetto a qualsiasi altra parte del mondo.

Il danno all'agricoltura, con la riduzione della produzione di soia e mais, ha influenzato i mercati globali delle colture. Alcune famiglie sono costrette a viaggiare tra le due e le sei ore solo per fare una doccia o il bucato.

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