In effetti, è proprio da qui che viene una percentuale sempre maggiore dell'acciaio che impieghiamo. Una parte arriva dagli scarti che finiscono negli altiforni, naturalmente, ma sempre più acciaio è prodotto dalle cosiddette «miniacciaierie», in cui i rottami vengono fusi in forni elettrici ad arco. Con i rottami viene prodotto più dei due terzi dell'acciaio americano: vecchi grattacieli e automobili si trasformano in barre e lastre.
Si può immaginare un futuro in cui i Paesi ricchi si affideranno quasi completamente all'acciaio riciclato. Ogni trenta o quarant'anni, i vecchi edifici e le vecchie infrastrutture potrebbero essere smantellate, l'acciaio fuso nei forni elettrici ad arco e reintrodotto come acciaio liquido. Considerando le tendenze attuali, nella seconda metà di questo secolo avremo più acciaio riciclato di quello prodotto a partire da minerali ferrosi.
E se queste miniacciaierie fossero anche alimentate a energia rinnovabile, potremmo parlare di «acciaio verde». Naturalmente, tutto dipenderà da quanto riusciremo a migliorare la nostra capacità di riciclare. Al momento, la maggior parte dell'acciaio riciclato è di scarsa qualità ed è usato quasi esclusivamente nel settore edilizio. Le automobili vengono ancora prodotte principalmente con acciaio vergine.









